Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Le valutazioni dei crediti in bilancio: limiti e doveri imposti agli amministratori

09 Giugno 2015 | di Alberto Molgora

Cass. Civ.

Bilancio d'esercizio

In tema di iscrizione in bilancio dei crediti delle società, ai sensi dell'art. 2425, n. 6, c. c. (nel testo anteriore al d.lgs. n. 127/1991), il criterio legale del "valore presumibile di realizzazione" deve essere esercitato dagli amministratori alla stregua del canone generale della ragionevolezza della valutazione (o svalutazione) operata, con prudente apprezzamento della situazione patrimoniale ed economica del debitore e della sua solvibilità.

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Concordato preventivo, fattibilità economica e attestazione condizionata

09 Giugno 2015 | di Carlo Trentini

Tribunale di Siena

Concordato preventivo

Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non incontra limiti particolari, quello sulla fattibilità economica è limitato alla verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati, vale a dire a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso secondo le modalità indicate nella proposta, e comunque nella soddisfazione apprezzabile dei creditori chirografari in tempo ragionevole.

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Onerosità del compenso dei sindaci e determinazione giudiziale

05 Giugno 2015 | di Andrea Paganini

Cass. Civ.

Collegio sindacale di s.p.a.: nomina e composizione

L’incarico di componente del collegio sindacale, ai sensi dell’art. 2402 c.c. è necessariamente oneroso, in quanto non riflette solo interessi corporativi, ma concorre a tutelare, a garanzia dei terzi e del mercato, la serietà, l’indipendenza e l’obiettività della funzione.

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Trasferimento di ramo d’azienda e rapporti di lavoro

04 Giugno 2015 | di Alessandro Corrado

Cass. Civ.

Cessione d'azienda

In caso di trasferimento di ramo d’azienda, il criterio scriminante ai fini dell’applicazione dell’art. 2112 c.c. come novellato dal d.lgs. n. 276/2003 e del dispiegarsi dei suoi effetti è dato dal requisito dell’autonomia funzionale della parte di azienda oggetto di cessione.

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Controllo societario e direzione e coordinamento della capogruppo

05 Maggio 2015 | di Fabio Gallio, Mario De Bellis

Tribunale di Mantova

Gruppi di società

Perché sussista direzione e coordinamento non è sufficiente il controllo “statico” della società sottoposta, ma è necessaria una attività di significativo e determinante condizionamento dell’autonomia gestionale della società controllata, che si concretizzi nell’esercizio di un insieme di atti di indirizzo idonei a incidere sulle scelte strategiche e operative di carattere finanziario, industriale e commerciale che attengono alla conduzione degli affari sociali.

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Dichiarazione di fallimento del socio illimitatamente responsabile in estensione del fallimento implicito di società di persone

28 Aprile 2015 | di Chiara Ravina

Cass. Civ.

Fallimento in estensione

Ove una società personale, nella specie società in accomandita semplice, si sia sciolta ex art. 2272 n. 4 c.c., per il venir meno della pluralità dei soci (non ricostituita nel termine di sei mesi), ma non sia ancora estinta ed il socio superstite abbia continuato l’impresa già sociale come imprenditore individuale, la dichiarazione di fallimento di questi implica la dichiarazione di fallimento della società.

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La mancata convocazione di un socio all’assemblea straordinaria non integra il reato di truffa

27 Aprile 2015 | di Claudio Bossi

Cass. Pen.

Impedito controllo

La norma di cui all'art. 2625 c.c. sanziona l'amministratore che, mediante l'occultamento di documenti od altri artifici, impedisce od ostacola lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione. Per la Corte di Cassazione, l’impedire o l’ostacolare lo svolgimento di attività di controllo è condotta necessariamente attiva. Le mere omissioni sono, dunque, irrilevanti per integrare detta condotta: l'artificio, infatti, presuppone l'impiego di particolari espedienti volti a trarre in inganno.

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La controversa questione della percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari nel concordato preventivo

20 Aprile 2015 | di Luca Jeantet, Alfonso Parziale

Tribunale di Bergamo

Concordato preventivo

La proposta di concordato preventivo che preveda una soddisfazione dei creditori chirografari inferiore al 3% del credito dagli stessi vantato non è idonea a garantire la realizzazione della causa concordataria, intesa come funzione economica, ed a riconoscere al debitore il beneficio della liquidazione concorsuale del suo patrimonio con lo strumento, alternativo al fallimento, del concordato preventivo.

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La “discontinuità” tra concordato in bianco e concordato “pieno”: una ipotesi di evidente abuso processuale

07 Aprile 2015 | di Federico Rolfi

TRIBUNALE DI ASTI

Concordato con riserva

Non può ravvisarsi alcuna continuità e consecuzione tra una domanda di concordato “in bianco” già dichiarata inammissibile per mancato deposito nel termine della proposta definitiva, ed una successiva domanda di concordato “pieno”, in considerazione del fatto che il concetto di consecuzione concerne l’ipotesi in cui ad una procedura concorsuale minore faccia seguito il fallimento.

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Società pubbliche e fallimento: posizioni a confronto

16 Marzo 2015 | di Francesco Vignoli

TRIBUNALE DI TERAMO
TRIBUNALE DI PALERMO

Società in house

La società c.d. in house si caratterizza come ente pubblico ed è, pertanto, esclusa dal perimetro delle imprese fallibili e soggette alle procedure concorsuali, ex art. 1, comma 1, l. fall.

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