Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Fallimento

La problematica esenzione dal fallimento della start-up innovativa

16 Giugno 2021 | di Simone Marzo

App. Brescia

Fallimento

L'esenzione dal fallimento connessa alla qualifica di start-up innovativa richiede non soltanto l'iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese previsto dall'art. 25, comma 8, d.l. n. 179/2012, ma anche la ricorrenza effettiva di tutti i presupposti richiesti dalla legge per il riconoscimento di detta qualifica.

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La dichiarazione di fallimento della start up apparente

01 Ottobre 2018 | di Fabio Cesare

Tribunale di Udine

Fallimento

In sede di istruttoria prefallimentare, il Tribunale deve accertare la concreta sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la start up innovativa. La sola iscrizione nella relativa sezione speciale del registro delle imprese ha natura amministrativa e non è sufficiente da sola ad esonerare la debitrice dall'assoggettabilità al fallimento.

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La sofferta legittimazione del socio di s.r.l. fallita a impugnare la sentenza di “autofallimento”

21 Luglio 2017 | di Diego Corrado

Cass. Civ.

Fallimento

I soci di una s.r.l. fallita non sono legittimati a proporre reclamo contro la sentenza dichiarativa di fallimento, ove la relativa istanza in proprio sia stata presentata a seguito di apposita autorizzazione assembleare, in quanto la relativa delibera assembleare è vincolante per tutti i soci ex art 2377, comma 1, c.c.

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I bilanci non approvati non sono idonei a provare il mancato superamento delle soglie di fallibilità

05 Gennaio 2017 | di Diego Corrado

Cass. Civ.

Fallimento

La produzione di copie informali dei bilanci (non approvati né depositati) deve equipararsi alla mancata produzione degli stessi, e poiché l’onere della prova in ordine alla assenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento grava sul debitore, essa si risolve in danno dello stesso.

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La responsabilità della banca per aggravamento del dissesto della società sovvenuta

26 Settembre 2016 | di Antonio Franchi

Tribunale di Milano

Fallimento

Il danno, proprio perché consistente nell’aggravamento del dissesto o nei negativi risultati economici della prosecuzione dell’attività della società – risultati di necessità sinteticamente intesi – è un danno che si produce anzitutto sul patrimonio sociale e che ricade indirettamente e indistintamente su tutti i creditori, traducendosi nella diminuzione della massa attiva posta genericamente a loro garanzia e disponibile al riparto. Si tratta, dunque, di azioni che indiscutibilmente rientrano nel disposto dell’art. 146, comma 6 lett. a), l. fall. al cui esercizio il curatore è per legge legittimato.

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Presupposti e limiti di applicabilità del privilegio ex art. 9 d.lgs. 123/1998 sui finanziamenti alle imprese

10 Febbraio 2015 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Milano

Fallimento

Il privilegio di cui all’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998 espressamente non si applica alle prestazioni di garanzia ex artt. 2, comma 100, L. 662/1996, art. 15 L. 266/1997 (che è intervenuto successivamente nella materia). Nessun richiamo vi è, difatti, nell’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998, né in altre disposizioni del suddetto decreto legislativo, al Fondo di garanzia PMI, né vi è alcun rinvio recettizio all’art. 2, comma 100, L. 662/1996 né all’art. 15 L. 266/1997. Né è sostenibile che detto privilegio possa essere richiamato in virtù dei decreti del Ministro delle Attività Produttive del 20.06.2005 e del 23.09.2005, nonché del decreto MISE del 23.11.2012 (decreti che, peraltro, si limitano a richiamare il ricorso alla procedura esattoriale per la riscossione del credito), posto che il privilegio può essere stabilito solamente dalla legge.

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La tutela del subappaltatore nei confronti della stazione appaltante in caso di fallimento dell’appaltatore

17 Giugno 2014 | di Francesco Vignoli

Tribunale di Bolzano

Fallimento

L’ente pubblico, che abbia un debito nei confronti di società appaltatrice fallita per opere da questa realizzate (anche per mezzo dei subappaltatori), deve adempiere le sue obbligazioni e pagare quanto dovuto alla procedura fallimentare, la quale poi provvederà a ripartire l’attivo fra i creditori nel rispetto della graduazione determinata dalla norme fallimentari e civilistiche.

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Fallimento di società ‘estinta’ e legittimazione processuale

10 Marzo 2014 | di Francesco Cordopatri

Cass. Civ.

Fallimento

Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese la legittimazione al contraddittorio spetta al liquidatore, poiché, pure implicando la cancellazione la estinzione della società ai sensi dell’art. 2495 c.c., nondimeno entro il termine di un anno da tale evento è ancora possibile, ai sensi dell’art. 10 l. fall., che la società venga dichiarata fallita per l’insolvenza manifestatasi anteriormente alla data di cancellazione o comunque nell’anno successivo.

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La bancarotta impropria da reato societario e la bancarotta semplice per mancata richiesta del proprio fallimento

14 Febbraio 2014 | di Enrico Corucci

Cass. Pen.

Fallimento

Ai fini della sussistenza del delitto di bancarotta impropria di cui all’art. 223, comma 2, n. 1), l. fall., è necessario che il reato societario abbia cagionato od aggravato il dissesto della società fallita e che si sia perfezionato anche nel suo elemento soggettivo

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Fallimento di società esercente pubblico servizio con contestuale apertura di esercizio provvisorio

28 Gennaio 2014 | di Franceso Angeli

Tribunale di Siracusa

Fallimento

Il Tribunale Fallimentare deve disporre l’apertura dell’esercizio provvisorio dell’impresa in presenza del grave danno che deriverebbe alla collettività dall’interruzione di un servizio pubblico essenziale.

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