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Società europea

Sommario

Inquadramento | La società europea : le fonti | (Segue) I vuoti normativi lasciati dal Regolamento SE | Le caratteristiche principali della società europea | Creazione della società europea: modalità di costituzione e procedura speciale di negoziazione | (Segue) La partecipazione dei lavoratori nella fase di costituzione della Società Europea | La governance della società europea : tra modello monista e modello dualista | Il ruolo dei lavoratori nella società europea | L'impatto della società europea in Italia | Riferimenti |

Inquadramento

La Società Europea (nota anche come SE o Societas Europaea) è una struttura societaria transnazionale la cui disciplina é regolata principalmente dal diritto dell’Unione europea.

Frutto di negoziazioni durate quasi 30 anni, la Società Europea nasce per incentivare lo sviluppo del mercato unico e la libertà di stabilimento delle persone giuridiche attraverso la rimozione degli ostacoli normativi e finanziari alla creazione di società con attività transfrontaliere.

Scopo del presente contributo é fornire un quadro della normativa europea in vigore, soffermandosi sulle modalità di costituzione, sui possibili modelli di governance e sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della società.

La società europea : le fonti

Lo statuto della Società Europea é disciplinato, in primis, dal Regolamento CE 2157/2001 (Regolamento SE), che ne regola gli aspetti principali, e dalla Direttiva 2001/86/CE (Direttiva SE) sul coinvolgimento dei lavoratori.

In via sussidiaria, la Società Europea é soggetta alle disposizioni del proprio statuto, ove espressamente previsto dal regolamento e nei limiti in cui tali disposizioni non contrastino con la disciplina sul coinvolgimento dei lavoratori alla Società Europea.

In ultimo, per quanto non disciplinato dal regolamento, la Società Europea é retta:

  • dalle disposizioni di legge adottate dagli Stati Membri in applicazione di misure comunitarie concernenti specificamente le Società Europea;
  • dalle disposizioni nazionali riguardanti le società per azioni ed in vigore nello stato dove ha sede la Società Europea;
  • dalle disposizioni dello statuto della Società Europea, alle stesse condizioni previste per una società per azioni costituita conformemente alla legge dello Stato Membro in cui la Società Europea ha la sede sociale.

(Segue) I vuoti normativi lasciati dal Regolamento SE

La molteplicità di fonti a cui é sottoposta la Società Europea ne rivela il primo punto debole: nato con il proposito di creare uno statuto unico applicabile in tutto il terriorio dell’Unione, in realtà il Regolamento SE non tocca molti aspetti di grande rilevanza, quale la fiscalità, le regole in materia di concorrenza, le regole in materia di proprietà intellettuale e le procedure d’insolvenza.

Com’era prevedibile, le troppe lacune del Regolamento SE e i relativi spazi di competenza lasciati alle legislazioni dei singoli Stati Membri hanno indebolito l’apprezzabile proposito iniziale posto a fondamento della Società Europea, rendendola terreno fertile per il forum shopping in favore di quegli Stati dotati di legislazioni interne più compiacenti, soprattutto in tema di fiscalità.

 

 In evidenza: Trattamento fiscale della SE

 Il sistema di tassazione della società europea non é armonizzato.  Il Regolamento SE nulla dispone né in termini di trattamento fiscale della Società Europea, né in relazione all’imposizione delle operazioni che attengono alla sua costituzione e alle altre vicende societarie. Si deve quindi applicare il diritto tributario vigente, sia di fonte comunitaria, sia di fonte nazionale.

 

Se nella maggior parte degli Stati Membri il Regolamento SE é stato accolto con provvedimenti normativi ad hoc, in Italia desta perplessità il fatto che il legislatore italiano si sia limitato al solo recepimento obbligatorio della Direttiva SE attraverso l’emanazione del D.Lgs. n. 168/2005 e sia rimasto inerte rispetto alla realizzazione di interventi mirati ad integrare al meglio il Regolamento SE nel nostro ordinamento. 

Le caratteristiche principali della società europea

Personalità giuridica, denominazione e capitale sociale minimo.

La Società Europea gode di personalità giuridica. Tale personalità é acquisita il giorno dell’iscrizione nel registro delle imprese dello Stato ove é situata la sede.

La denominazione della società deve contenere la sigla “Società Europea”.

Il capitale sociale é suddiviso in azioni e ciascun azionista risponde soltanto nei limiti del capitale sottoscritto.

Il Regolamento SE fissa un capitale minimo di 120 000 euro. Tuttavia, qualora uno Stato membro imponga un minimo più elevato per società che esercitano determinati tipi di attività, tale soglia si applicherà anche per le Società Europee esercenti tali attività e con sede sociale in tale Stato.

 

Sede sociale

L’art. 7 del Regolamento prevede che la sede sociale e l’amministrazione centrale della Società Europea siano situati nello stesso Stato Membro e che uno Stato Membro possa imporre alle Società Europee registrate nel proprio territorio l’obbligo di far coincidere l’ubicazione dell’amministrazione centrale e quella della sede.

 

Trattasi di una scelta interessante in quanto in tal modo il legislatore europeo sembra far propria la teoria della sede reale, per la quale la società non può prescindere da un collegamento effettivo con il suo territorio, e di conseguenza distanziarsi dalla posizione della Corte di Giustizia che negli anni si é invece mostrata piuttosto aperta alla teoria dell’incorporazione.

 

In evidenza: Corte di Giustizia CE 5 novembre 2002, causa C-208/00 Überseering c Nordic Construction Company Baumgarten

 

§52  “ allorché una società, validamente costituita in un primo Stato membro dove ha la sua sede sociale, è considerata, in forza del diritto di un secondo Stato membro, come se avesse trasferito la sua sede effettiva in tale Stato in seguito alla cessione di tutte le sue quote sociali a cittadini di detto Stato che vi risiedono, le norme che il secondo Stato applica a questa società non sfuggono, allo stato attuale del diritto comunitario, al campo di applicazione delle disposizioni comunitarie relative alla libertà di stabilimento.”

 

Per controbilanciare il rigore del principio della sede reale di cui all’art. 7,  il legislatore ha previsto la possibilità per la Società Europea di trasferire la sede sociale da uno Stato Membro ad un altro senza dover procedere allo scioglimento della società nello stato di partenza e alla creazione di una nuova società nello stato di destinazione.

La procedura di trasferimento é regolata dall’art. 8 del Regolamento SE:

  • Un progetto di trasferimento é predisposto dall’organo di direzione conformemente all art 8. La decisione di trasferimento puo essere adottata soltanto due mesi dopo la pubblicazione del progetto.
  • L’organo di direzione predispone una relazione sugli aspetti giuridici ed economici del trasferimento che viene sottoposta all’esame di azionisti , creditori e lavoratori.  
  • Gli azionisti e i creditori della Società Europea, almeno un mese prima dell’assemblea generale che deve pronunciarsi sul trasferimento, hanno il diritto di esaminare la proposta
  • La pubblicazione della nuova iscrizione della Società Europea rende la nuova sede sociale opponibile ai terzi. Tuttavia, finché non è stata pubblicata la cancellazione della Società Europea dal registro della sede precedente, i terzi possono continuare ad avvalersi della vecchia sede, a meno che la Società Europea dimostri che i terzi erano a conoscenza della nuova sede

 

Creazione della società europea: modalità di costituzione e procedura speciale di negoziazione

La costituzione di una Società Europea costituisce senz’altro uno degli aspetti che il Regolamento SE tratta con maggiore attenzione.

In via preliminare, ai fini della costituzione é richiesta l’esistenza di un elemento di estraneità, che si traduce nel necessario coinvolgimento di almeno due società aventi la loro sede in Stati membri differenti.

Tale premessa rivela una delle peculiarità della Società Europea: trattasi di una struttura che non può essere creata ex novo, ma esclusivamente attraverso operazioni di ristrutturazione e riorganizzazione di società già esistenti.

Il Regolamento SE offre la possibilità di optare tra quattro diverse modalità di costituzione, che saranno di seguito brevemente esposte. Indipendemente dalla modalità prescelta, in fase di costituzione é imposto a tutte le aspiranti Società Europee l’obbligo di mettere in atto una procedura speciale di  negoziazione tra dirigenti delle società coinvolte e rappresentanti dei lavoratori di ognuna di esse.

 

1. Costituzione tramite fusione

La costituzione tramite fusione é limitata alle s.p.a. costituite secondo le leggi di uno Stato membro ed a condizione che almeno due delle società coinvolte nell’operazione siano state costituite in Stati membri differenti. Nel caso di fusione mediante incorporazione, la società incorporante assume la forma di Società Europea contemporaneamente alla fusione, mentre nel caso di fusione mediante costituzione di una nuova società, la Società Europea è la nuova società.

 

2. Costituzione tramite creazione di una holding

Le società per azioni e le società a responsabilità limitata costituite conformemente alla legge di uno Stato membro e aventi la sede sociale e l’amministrazione centrale nella Comunità possono promuovere la costituzione di una SE holding se almeno due di esse sono soggette alla legge di Stati membri differenti o hanno da almeno due anni un’affiliata soggetta alla legge di un altro Stato membro o una succursale situata in un altro Stato membro.

 

3. Costituzione tramite creazione di una filiale comune

La costituzione attraverso la creazione di una filiale si attua tramite sottoscrizione di azioni della stessa da parte di società o altre entità giuridiche di diritto pubblico o privato, costituite conformemente alla legge di uno Stato membro e aventi la sede sociale e l’amministrazione centrale nella Comunità, se per almeno due di esse ricorre una delle seguenti condizioni:

(a) sono soggette alla legge di Stati membri differenti;

(b) hanno da almeno due anni un’affiliata soggetta alla legge di un altro Stato membro o una succursale situata in un altro Stato membro.

 

4. Costituzione tramite trasformazione di una società per azioni

 

Una società per azioni costituita conformemente alla legge di uno Stato membro e avente la sede sociale e l’amministrazione centrale nella Comunità può trasformarsi in una Società Europea se ha da almeno due anni un’affiliata soggetta alla legge di un altro Stato membro e tale trasformazione non dà luogo allo scioglimento né alla costituzione di una nuova persona giuridica.L’organo di amministrazione predispone un progetto di trasformazione e una relazione informativa sugli effetti della trasformazione. Uno o più esperti indipendenti devono essere designati per attestare che la società dispone di attivi netti corrispondenti almeno al capitale per le riserve che non devono essere distribuite ai sensi di legge o di statuto. Infine l’assemblea generale approva il progetto di fusione.

 

 In evidenza

 La costituzione tramite la creazione di una holding e tramite trasformazione non sono per il momento attuabili in Italia per mancanza di una normativa interna che disciplini tale procedura colmando le insufficienze del Regolamento SE

 

 

(Segue) La partecipazione dei lavoratori nella fase di costituzione della Società Europea

L’importanza del coinvolgimento dei lavoratori in una Società Europea si riscontra sin dalla fase costitutiva. L’art. 3 della Direttiva SE prevede che la costituzione della Società Europea non possa essere deliberata senza che prima gli organi di direzione o di amministrazione delle società partecipanti al progetto di costituzione avviino una procedura di negoziazione con una delegazione speciale rappresentativa dei lavoratori delle società partecipanti all’operazione, per determinare le modalità di coinvolgimento dei lavoratori nella costituenda Società Europea. La delegazione può decidere di stipulare un accordo, di non aprire i negoziati o di interromperli e di avvalersi delle norme che vigono negli Stati membri di cui la Società Europea annovera lavoratori.

Ai sensi dell’articolo 4 della Direttiva SE, la procedura di negoziazione dovrebbe confluire in un accordo scritto sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori nella società economica. Tale accordo ha il compito di determinare le caratteristiche dell'organo di rappresentanza che sarà interlocutore degli organi competenti della Società Europea nel quadro dei dispositivi di informazione e di consultazione e, eventualmente, le modalità di partecipazione dei lavoratori con l'indicazione del numero dei membri dell'organo di amministrazione o di vigilanza della Società Europea riservato ai lavoratori, delle modalità di accesso a tali organi e i diritti attribuiti.

 

 In evidenza : le SE dormienti  

 L’obbligo di negoziazione coni rappresentanti dei lavoratori al momento della costituzione di una Società Europea é nella prassi spesso aggirato attraverso la creazione di società “dormienti”, senza attività né dipendenti. La procedura speciale di negoziazione é infatti imposta dal regolamento ai fini dell’immatricolazione della Società Europea e non é espressamente richiesta in caso di modifiche strutturali in una fase successiva. Tale espediente permette ai dirigenti di immatricolare la società senza svolgere alcuna negoziazione sul coinvolgimento dei lavoratori. Va altresì rilevato che i Tribunali tedeschi, da sempre particolarmente sensibili al tema della partecipazione dei lavoratori, hanno sviluppato un orientamento giurisprudenziale secondo cui la procedura deve essere seguita anche in caso di attivazione di una società “dormiente”.

 

La governance della società europea : tra modello monista e modello dualista

L’assemblea generale costituisce organo sociale imprescindibile della Società Europea, legittimato a deliberare su questioni per le quali gode di una competenza specifica e sulle materie per cui ha normalmente competenza l’assemblea di una società per azioni dello Stato dove ha sede la Società Europea.

 

Due diverse opzioni sono invece previste per la gestione della società, potendo essa basarsi un modello di governance monista o dualista.

 

Quanto al modello monistico, trattasi di sistema ereditato dalla tradizione anglosassone, che prevede la convivenza di un’assemblea generale degli azionisti e di un organo d’amministrazione nominato dai soci che si riunisce almeno ogni tre mesi ed a sua volta elegge fra i propri membri un presidente. Per questo tipo di governance il Regolamento SE non prevede espressamente l’esistenza di un comitato per il controllo interno all’organo di gestione. In mancanza di una specifica normativa sulla SE, in Italia sarà possibile regolare questo aspetto applicando la disciplina sulle società per azioni (art. 2409-octiesdecies c.c.).

 

Il modello dualistico ha invece le sue radici nei sistemi di tradizione tedesca e francese e prevede, oltre all’assemblea, un organo di direzione e uno di vigilanza. Nel modello dualistico l’organo di direzione ha il compito di gestire la società e rendere conto del proprio operato all’organo di vigilanza, informandolo almeno con cadenza trimestrale sull’andamento delle attività. In questo caso i membri dell’organo di gestione sono nominati e revocati dall’organo di vigilanza, salvo che la normativa nazionale applicabile non preveda la nomina da parte dell’Assemblea.  I membri dell’organo di vigilanza sono nominati dai soci. 

Il ruolo dei lavoratori nella società europea

La Direttiva SE integra le disposizioni del regolamento, di cui é complemento imprenscindibile, dettando le regole in materia di coinvolgimento dei lavoratori.

 

Tale coinvolgimento consiste in una più meno effettiva capacità dei lavoratori di influire sulla vita e le scelte della società e va da un livello minimo, quale il semplice diritto di informazione dei lavoratori, al diritto degli stessi di essere consultati in occasioni di deteminate scelte della società, fino ad arrivare ad un livello particolarmente elevato di coinvolgimento per cui i lavoratori possono partecipare alle scelte sociali attraverso l’elezione e la designazione diretta alcuni membri dell'organo di vigilanza o di amministrazione della società o attraverso il diritto di opposizione a tali nomine.

 

L’intento del legislatore comunitario in tema di partecipazione dei lavoratori nella Società Europea é promuovere gli obiettivi sociali della Comunità e: "garantire che la costituzione di una Se non comporti la scomparsa o la riduzione delle prassi del coinvolgimento dei lavoratori esistenti nelle società partecipanti alla costituzione di una Se". In altri termini, consapevole delle differenti posizioni delle legislazioni nazionali sul tema del coinvolgimento dei lavoratori alla gestione dell’impresa, la Direttiva SE opta per un'impostazione conservativa dei diritti acquisiti dai lavoratori e per non privilegiare l’imposizione di un modello unico su una questione cosi’ delicata e dai forti connotati politici oltre che economici. Pertanto, ai fini della valida costituzione di una Società Europea è richiesta:

  • L'adozione di un qualsiasi meccanismo, ivi comprese l'informazione, la consultazione e la partecipazione, mediante il quale i rappresentanti dei lavoratori possono esercitare un'influenza sulle decisioni che devono essere adottate nell'ambito della società» (art. 2);
  • La garanzia che la costituzione della Società Europea non comporti il venir meno o la riduzione delle prassi vigenti e applicabili ai lavoratori coinvolti nell’operazione (cd. principio del prima/dopo).

Di conseguenza, una Società Europea può nascere senza diritti di partecipazione se i lavoratori delle società coinvolte nella ristrutturazione societaria non ne godevano in precedenza oppure se i lavoratori abbiano espressamente deciso in tal senso in occasione della speciale procedura di negoziazione con la delegazione dei rappresentanti dei lavoratori delle società coinvolte nella costituzione della Società Europea.

L'impatto della società europea in Italia

In Italia la Società Europea non ha avuto l’accoglienza che avrebbe meritato. Fino al 2013 le Società Europee create nel nostro Paese erano pari a zero e ad oggi se ne contano soltanto due. Per comprendere le ragioni di tale insuccesso è importante ricordare che il mancato accoglimento del Regolamento SE con apposita normativa interna rende sicuramente più complesso per gli operatori italiani optare per tale struttura giuridica. Disincentivante è anche il capitale minimo di 120000 euro, laddove in Italia il capitale minimo richiesto per una s.p.a. è di soli € 50.000 et per una s.r.l. di un euro.

In attesa di un intervento del legislatore nazionale, il nostro Paese per il momento resta indietro nella corsa all’europeizzazione delle imprese e, di conseguenza, all’espansione sul mercato unico. 

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