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Le società benefit come possibile modello di sviluppo anche per le società quotate

Lo ESG European Institute ha pubblicato il documento di ricerca “Le società benefit come possibile modello di sviluppo anche per le società quotate”, frutto di un progetto di ricerca che ha avuto come obiettivo quello di accertare l’orientamento rispetto al modello Società Benefit da parte delle società quotate e degli altri soggetti rilevanti del mercato.

Introdotte nel nostro ordinamento a partire dal 2016, con la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), le società benefit non costituiscono una nuova tipologia societaria, bensì un nuovo modello di business che concilia, nell’ambito degli scopi previsti nell’oggetto sociale, oltre al naturale perseguimento del profitto e quindi dello scopo di lucro, anche il bene comune (con impatti positivi, ad esempio, sull’ambiente, sul progresso sociale o sul benessere della collettività su cui l’attività d’impresa può generare ricadute), a beneficio quindi non solo dei soci ma anche di tutti gli stakeholders coinvolti.

La ricerca evidenzia come dal 2016 ad oggi un discreto numero di piccole e medie imprese abbia abbracciato il modello benefit, mentre le grandi imprese, e ancor più le grandi società quotate, sono risultate poco propense ad adottare lo status di società benefit, salvo qualche rara eccezione.

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