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FNC: le società tra professionisti non decollano

Uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti fa luce sullo scarso appeal che le società tra professionisti hanno riscosso sinora: quelle iscritte all’Albo professionale rappresentano il 32% del totale.

Il documento di ricerca “Il ruolo delle stp nell’evoluzione della professione di commercialista”, pubblicato in data 22 marzo, analizza i dati relativi alle società tra professionisti, costituite ai sensi dell’art. 10 l. n. 183/2011. Con tale norma il legislatore ha previsto che le professioni regolamentate possono essere esercitate anche mediante la veste giuridica delle società commerciali. L’impatto della riforma, tuttavia, non pare essere stato, fino ad oggi, significativo.

Le Stp sono, infatti, circa 4mila su oltre 2 milioni di professionisti italiani; dall’analisi dei dati di bilancio, delle più di 900 Stp costituite in forma di società di capitali, emerge un quadro generale di enti di dimensioni mediamente molto piccole, con uno scarso ricorso al capitale: ogni società è costituita in media da 2,8 soci, e occupa 4,2 dipendenti, per un totale di 7 addetti. Il valore della produzione per singola società è pari a poco meno di 550 mila euro.

Il deficit normativo rappresenta uno dei principali ostacoli alla diffusione: la mancanza di una disciplina fiscale e la carenza in più parti della disciplina giuridica hanno prodotto un’incertezza di fondo, che non consente ai professionisti un’adeguata valutazione dei costi e benefici dello strumento.

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