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Dividendi da partecipazioni qualificate e regime transitorio

L’Agenzia delle Entrate, con il principio di diritto n. 3/2022, fa chiarezza sul regime transitorio previsto in tema di imposizione fiscale sui redditi di natura finanziaria conseguiti da persone fisiche in relazione al possesso e cessione di partecipazioni qualificate.

 

 

Ripercorrendo il quadro normativo in tema di regime impositivo dei redditi di natura finanziaria conseguiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa in relazione al possesso e alla cessione di partecipazioni qualificate (introdotto dalla legge di bilancio 2018, l. n. 205/2017 art. 1, commi da 999 a 1006), l’Agenzia delle Entrate precisa che «il predetto regime transitorio si applica agli utili prodotti in esercizi anteriori a quello di prima applicazione del nuovo regime, a condizione che la relativa distribuzione sia stata validamente approvata con delibera assembleare adottata entro il 31 dicembre 2022, indipendentemente dal fatto che l’effettivo pagamento avvenga in data successiva».

Il documento precisa inoltre che «resta impregiudicato il potere dell’Amministrazione finanziaria di contestare la natura simulata della delibera di distribuzione dei dividendi o la sua riqualificazione sulla base degli scopi concretamente perseguiti, come ad esempio nel caso di delibere accompagnate dalla successiva retrocessione da parte del socio, in tutto o in parte, della medesima provvista ovvero le cui condizioni di pagamento prevedono termini ultrannuali (dando luogo tali fattispecie a un’impropria estensione del regime transitorio di tassazione degli utili accantonati in riserve formatisi fino al 31 dicembre 2017 e distribuiti a favore di soci possessori di partecipazioni qualificate)».

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