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Codice della crisi: approvato il decreto di attuazione della Direttiva Insolvency

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 giugno, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della c.d. Direttiva Insolvency (Dir. 2019/1023/UE), recante “Modifiche al codice della crisi di impresa e dell'insolvenza di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, numero 14, in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la Direttiva (UE) 2017/1132 (Direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza)".

La versione finale del testo tiene conto dei pareri espressi dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni parlamentari e dovrebbe entrare in vigore insieme al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza il prossimo 15 luglio 2022.

Come già anticipato, il decreto modifica una serie di norme del codice, tra cui l'art. 2, in cui si fornisce una nuova definizione di crisi ("lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi") e l'art. 3, in cui si riscrive la disciplina degli assetti organizzativi. L'imprenditore collettivo è tenuto, infatti, a  istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato, ex art. 2086 c.c., ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell'assunzione di idonee iniziative.

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