Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La funzione del benchmark nella gestione su base individuale di portafogli

03 Marzo 2017 | di Luigi Gaffuri

Cass. Civ.

Intermediari finanziari

Per delineare le caratteristiche della gestione, assume un ruolo fondamentale il benchmark, definito dall’art. 42 Reg. Consob n. 11522/1998 come “parametro oggettivo di riferimento coerente con i rischi a essa connessi al quale commisurare i risultati della gestione”. Il benchmark rappresenta il termine di paragone per poi valutare l’operato del gestore, sicché fornisce all’investitore l’elemento essenziale per la valutazione del servizio offerto.

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Gestione patrimoniale: l’adempimento dell’intermediario e la normativa sul c.d. benchmark

28 Febbraio 2017 | di Dario Falconieri

Cass. Civ.

Intermediari finanziari

Il benchmark è un parametro oggettivo essenziale per l’investitore al fine di valutare l’operato del intermediario e il servizio da quest’ultimo offerto in sede di sottoscrizione di prodotti finanziari. Tale indice è, pertanto, un elemento imprescindibile per determinare la correttezza e la adeguatezza del modus operandi dell’intermediario nelle gestione del portafoglio di strumenti finanziari offerti alla sua clientela.

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Profili di incostituzionalità della riforma delle Banche popolari

23 Febbraio 2017 | di Mario Cavallaro

Consiglio di Stato

Crisi bancarie

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 (Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti), convertito con modificazioni in legge 24 marzo 2015, n. 33 – ovvero direttamente di tale ultima legge.

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Il limite del patrimonio netto ai fini del riporto delle perdite fiscali da fusione

21 Febbraio 2017 | di Alberto Molgora

Cass. Civ.

Patrimonio netto

Le perdite fiscali pregresse conseguite dalle società partecipanti alla fusione, giusto il disposto dell’art. 172, comma 7, TUIR, sono riportabili nel limite del patrimonio netto di tali società, da considerarsi tuttavia al netto dei versamenti effettuati dai soci nei ventiquattro mesi precedenti la situazione patrimoniale di riferimento, quand’anche i detti versamenti siano stati eseguiti al fine di coprire perdite del capitale sociale di cui all’art. 2447 c.c.

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Rilevanza penale delle condotte post concordatarie dell’amministratore

16 Febbraio 2017 | di Stefano Morri, Francesco Rubino

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

La scriminante prevista dall’art. 217-bis, comma 1, l. fall. per le operazioni spoliative del patrimonio sociale compiute dopo l’ammissione al concordato preventivo opera limitatamente alle ipotesi di bancarotta preferenziale di cui all’art. 216, comma 3, l. fall. e di bancarotta semplice ai sensi dell’art. 217 l. fall. e non anche quando si ravvisino fatti configuranti delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale ex art. 216 l. fall.

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La delega gestoria nelle s.r.l.: principio di collegialità, norme imperative e deroghe statutarie

14 Febbraio 2017 | di Gianluca Riolfo

Cass. Civ.

Sistemi di amministrazione di s.r.l.

Lo statuto di una s.r.l., costituita in epoca anteriore all’1.1.2004, che preveda la facoltà del c.d.a. di delegare le proprie attribuzioni – ad eccezione di quelle riservate ex lege esclusivamente all’organo consiliare – ai singoli consiglieri delegati, con esercizio disgiuntivo dei poteri, non si pone in contrasto con norme imperative e precipuamente con l’art. 2475, comma 3, c.c. (nel testo riformato dal D.lgs. n. 6/2003), non imponendo tale norma – fatte salve le previsioni dell’ultimo comma – l’applicazione inderogabile del principio di collegialità, attesa la natura suppletiva che rivestono le disposizioni in questione rispetto ad eventuali diverse disposizioni dettate in materia dall’atto costitutivo (commi 1, 3 e 4).

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La Corte Europea legittima le misure emergenziali in materia bancaria

09 Febbraio 2017 | di Mario Cavallaro

Corte di Giustizia UE

Crisi bancarie

L'art. 8, par. 1, nonché gli artt. 25 e 29 della seconda direttiva 77/91/CEE del Consiglio, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una misura adottata in una situazione di grave perturbamento dell'economia e del sistema finanziario di uno Stato membro che minacci la stabilità finanziaria dell'Unione, e avente come effetto un aumento del capitale di una società per azioni, senza il consenso dell'assemblea generale di quest'ultima, mediante l'emissione di nuove azioni per un importo inferiore al loro valore nominale e senza un diritto di opzione a favore degli azionisti esistenti.

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La legittimazione processuale attiva e passiva nel giudizio di impugnazione di delibera assembleare di s.r.l.

05 Febbraio 2017 | di Giulia Terranova

Tribunale di Roma

Assemblea di s.r.l.

Nell’azione di impugnazione della delibera assembleare promossa da un socio i restanti soci non sono titolari della legittimazione processuale passiva, la quale spetta esclusivamente alla società, mentre i soci non impugnanti devono sottostare all’eventuale invalidazione della delibera.

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L'azione cautelare di revoca degli amministratori nella s.r.l. è strumentale all'azione di responsabilità

31 Gennaio 2017 | di Martino Liva

Tribunale di Roma

Amministratori di s.r.l.

L'azione sociale di responsabilità si configura come azione risarcitoria di natura contrattuale che deriva dal rapporto in essere tra società e amministratori ed è mirata a reintegrare il patrimonio sociale in conseguenza del suo depauperamento cagionato dalle condotte (dolose o colpose) degli amministratori.

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Il concorso dell’extraneus nei reati fallimentari

26 Gennaio 2017 | di Enrico Corucci

Cass. Pen.

Reati fallimentari

In tema di reati fallimentari, è configurabile il concorso nel reato di bancarotta fraudolenta da parte di persona diversa dall’imprenditore fallito ovvero estranea, anche di fatto, all’organo amministrativo della società fallita qualora la condotta realizzata in concorso con l’intraneo sia stata efficiente per la produzione dell’evento in termini di contributo necessario od agevolatore e l’estraneo abbia operato con la consapevolezza e volontà di ledere o porre a rischio le ragioni creditorie.

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