Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Trusts liquidatori e disciplina concorsuale dell’insolvenza (alla luce della pronuncia della Cassazione n. 10105)

29 Ottobre 2014 | di Salvo Leuzzi

Cass. Civ.

Trust e impresa

In presenza di uno stato preesistente di insolvenza il trust liquidatorio non è riconoscibile nell'ordinamento italiano, onde il negozio non ha l'effetto di segregazione desiderato; l'inefficacia non è esclusa nè dal fine dichiarato di provvedere alla liquidazione armonica della società nell'esclusivo interesse del ceto creditorio, nè dalla c.d. “clausola di salvaguardia“ in forza della quale, in caso di procedura concorsuale sopravvenuta, si preveda la risoluzione del rapporto e la consegna dei beni al curatore. Detta clausola rimane inoperante al pari del negozio, privo in via assoluta di effetti, in quanto ab origine non riconosciuto.

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Piove sul bagnato: può l’omesso versamento di imposte e contributi diventare bancarotta fraudolenta?

24 Ottobre 2014 | di Enrico Fontana

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Gli inadempimenti tributari e previdenziali ben possono rientrare nelle operazioni dolose che cagionano il fallimento, tali da integrare l’ipotesi di bancarotta di cui all’art. 223 l. fall. In dette operazioni infatti rientrano tutti gli atti intrinsecamente pericolosi per la salute economica e finanziaria dell’impresa e dunque anche le condotte omissive di mancato adempimento alle obbligazioni tributarie e previdenziali, che accrescono l’indebitamento della società in conseguenza dell’accumularsi di interessi e sanzioni sulle somme non versate.

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Anche l'esercizio legittimo del diritto di recesso può integrare condotta distrattiva

09 Ottobre 2014 | di Nicola Pisani

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

L'esercizio di facoltà astrattamente legittime, in quanto ricomprese nel contenuto di diritti riconosciuti dall'ordinamento, si concretizzi o meno nell'adozione di strumenti negoziali tipizzati, può costituire uno strumento in frode ai creditori e configurarsi come condotta distrattiva ai sensi dell'art. 216 l. fall., in quanto la liceità di ogni operazione che incide sul patrimonio dell'imprenditore dichiarato fallito è un valore che va accertato in concreto.

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Il concordato dell’amministrazione straordinaria nella prospettiva della conservazione dell’impresa

11 Settembre 2014 | di Gherardo Soresina

Tribunale di Palermo

Amministrazione straordinaria

In sede di omologa del concordato proposto da un’impresa in amministrazione straordinaria ai sensi dell’art. 78 D.Lgs. 270/1999, il Tribunale è chiamato a operarne una valutazione anche nel merito, tenendo nel debito conto tutte le circostanze del caso concreto e i diversi interessi coinvolti.

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Conseguenze in ordine alla mancata applicazione dei criteri di stima per la vendita delle aziende in esercizio

31 Luglio 2014 | di Roberto Amatore

Corte d'appello di Ancona

Amministrazione straordinaria

In tema di liquidazione dei complessi produttivi nell'ambito dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza, qualora il Ministero dello Sviluppo Economico abbia autorizzato la cessione di un complesso con le modalità di cui all'art. 63 del D.Lgs. n. 270 del 1999, dettate per le aziende in esercizio, l’asserita violazione dei parametri valutativi dettati dal predetto art. 63 radica comunque la giurisdizione del G.O., restando escluso che i diritti soggettivi lesi dall'atto di liquidazione possano ritenersi degradati ad interessi legittimi, e ciò anche qualora risultino travalicati i limiti del potere discrezionale spettante alla P.A., con la conseguenza che gli atti posti in essere dovranno essere considerati viziati per violazione di legge, e le relative autorizzazioni dovranno essere disapplicate ex art. 5 della legge n. 2248 del 1865, All. E.

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Società in house insolvente. Contrasti giurisprudenziali sulla assoggettabilità a procedure concorsuali

21 Luglio 2014 | di Giannino Bettazzi

Tribunale di Modena
Tribunale di Verona

Società in house

La società c.d. in house può essere ammessa alla procedura di concordato preventivo. A ciò non osta la recente decisione della Suprema Corte in ordine all’affermata giurisdizione contabile sulla responsabilità degli organi sociali, sia perché verosimilmente riferita solo ai rapporti tra eterodirezione ed autonomia degli organi sociali, sia perché tale affermazione non comporta, sotto il profilo della disciplina comune, l’annullamento dell’alterità giuridica tra l’ente ed il socio. L’erogazione di servizi pubblici da parte della società in house rileva in relazione ai limiti ed alle modalità di liquidazione, ma non influisce sulla sua natura.

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Il concordato di gruppo: presupposti di ammissibilità e fusione delle società facenti parte del gruppo

17 Luglio 2014 | di Chiara Ravina

Tribunale di Ferrara

Crisi del gruppo

Nell’ambito di un concordato di gruppo, è ammissibile una proposta fondata sulla fusione societaria, sospensivamente condizionata all’omologazione del concordato, sul presupposto che questo debba essere approvato dai creditori di ciascuna società, singolarmente considerata, trattandosi di soggetti giuridici allo stato autonomi e distinti.

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La tutela del subappaltatore nei confronti della stazione appaltante in caso di fallimento dell’appaltatore

17 Giugno 2014 | di Francesco Vignoli

Tribunale di Bolzano

Fallimento

L’ente pubblico, che abbia un debito nei confronti di società appaltatrice fallita per opere da questa realizzate (anche per mezzo dei subappaltatori), deve adempiere le sue obbligazioni e pagare quanto dovuto alla procedura fallimentare, la quale poi provvederà a ripartire l’attivo fra i creditori nel rispetto della graduazione determinata dalla norme fallimentari e civilistiche.

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L’art. 147, comma 5, l. fall. ed il fallimento originario di un imprenditore collettivo: incostituzionalità o possibilità di applicazione?

13 Giugno 2014 | di Luca Jeantet

Tribunale di Bari
Tribunale di Milano

Fallimento in estensione

L’art. 147, comma 5, l. fall. deve ritenersi incostituzionale, per contrasto con gli artt. 3, comma 1, e 24, comma 1, Cost., nella parte in cui non consente di estendere la dichiarazione di fallimento di una società di capitali alla società di fatto esistente tra l’ente collettivo originariamente fallito ed altri soci di fatto, siano essi persone giuridiche oppure persone fisiche.

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Ancora sul concordato di gruppo: questioni di competenza territoriale e rapporti con la dichiarazione di insolvenza

22 Maggio 2014 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Roma

Concordato preventivo

L’esistenza di un rapporto di gruppo in senso stretto fra diverse società non determina il venir meno dell’autonoma personalità giuridica e dell’autonoma qualità di imprenditore di ciascuna società, che solo con il proprio patrimonio risponde esclusivamente dei propri debiti, con la conseguenza che l’accertamento dello stato di insolvenza non può che riferirsi alla sola situazione economica della società nei confronti della quale lo stesso è sollecitato, nonostante il controllo cui la stessa è assoggettata. Ai sensi dell’art. 9, primo comma, l. fall., la competenza per la dichiarazione di fallimento di una società appartiene al tribunale del luogo ove, secondo le iscrizioni eseguite nel registro delle imprese, si trova la sede (c.d. “sede legale”) della società medesima al momento del deposito del ricorso, dovendosi presumere che nello stesso luogo si trovi anche la sede effettiva (la “sede principale dell’impresa”, menzionata nella citata disposizione di legge), salva la prova del contrario, di cui è onerata la parte che afferma la competenza di un tribunale diverso da quello adito sulla base delle iscrizioni in questione.

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