Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Trasferimento di ramo d’azienda e rapporti di lavoro

04 Giugno 2015 | di Alessandro Corrado

Cass. Civ.

Cessione d'azienda

In caso di trasferimento di ramo d’azienda, il criterio scriminante ai fini dell’applicazione dell’art. 2112 c.c. come novellato dal d.lgs. n. 276/2003 e del dispiegarsi dei suoi effetti è dato dal requisito dell’autonomia funzionale della parte di azienda oggetto di cessione.

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Controllo societario e direzione e coordinamento della capogruppo

05 Maggio 2015 | di Fabio Gallio, Mario De Bellis

Tribunale di Mantova

Gruppi di società

Perché sussista direzione e coordinamento non è sufficiente il controllo “statico” della società sottoposta, ma è necessaria una attività di significativo e determinante condizionamento dell’autonomia gestionale della società controllata, che si concretizzi nell’esercizio di un insieme di atti di indirizzo idonei a incidere sulle scelte strategiche e operative di carattere finanziario, industriale e commerciale che attengono alla conduzione degli affari sociali.

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Dichiarazione di fallimento del socio illimitatamente responsabile in estensione del fallimento implicito di società di persone

28 Aprile 2015 | di Chiara Ravina

Cass. Civ.

Fallimento in estensione

Ove una società personale, nella specie società in accomandita semplice, si sia sciolta ex art. 2272 n. 4 c.c., per il venir meno della pluralità dei soci (non ricostituita nel termine di sei mesi), ma non sia ancora estinta ed il socio superstite abbia continuato l’impresa già sociale come imprenditore individuale, la dichiarazione di fallimento di questi implica la dichiarazione di fallimento della società.

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La mancata convocazione di un socio all’assemblea straordinaria non integra il reato di truffa

27 Aprile 2015 | di Claudio Bossi

Cass. Pen.

Impedito controllo

La norma di cui all'art. 2625 c.c. sanziona l'amministratore che, mediante l'occultamento di documenti od altri artifici, impedisce od ostacola lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione. Per la Corte di Cassazione, l’impedire o l’ostacolare lo svolgimento di attività di controllo è condotta necessariamente attiva. Le mere omissioni sono, dunque, irrilevanti per integrare detta condotta: l'artificio, infatti, presuppone l'impiego di particolari espedienti volti a trarre in inganno.

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La controversa questione della percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari nel concordato preventivo

20 Aprile 2015 | di Luca Jeantet, Alfonso Parziale

Tribunale di Bergamo

Concordato preventivo

La proposta di concordato preventivo che preveda una soddisfazione dei creditori chirografari inferiore al 3% del credito dagli stessi vantato non è idonea a garantire la realizzazione della causa concordataria, intesa come funzione economica, ed a riconoscere al debitore il beneficio della liquidazione concorsuale del suo patrimonio con lo strumento, alternativo al fallimento, del concordato preventivo.

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La “discontinuità” tra concordato in bianco e concordato “pieno”: una ipotesi di evidente abuso processuale

07 Aprile 2015 | di Federico Rolfi

TRIBUNALE DI ASTI

Concordato con riserva

Non può ravvisarsi alcuna continuità e consecuzione tra una domanda di concordato “in bianco” già dichiarata inammissibile per mancato deposito nel termine della proposta definitiva, ed una successiva domanda di concordato “pieno”, in considerazione del fatto che il concetto di consecuzione concerne l’ipotesi in cui ad una procedura concorsuale minore faccia seguito il fallimento.

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Società pubbliche e fallimento: posizioni a confronto

16 Marzo 2015 | di Francesco Vignoli

TRIBUNALE DI TERAMO
TRIBUNALE DI PALERMO

Società in house

La società c.d. in house si caratterizza come ente pubblico ed è, pertanto, esclusa dal perimetro delle imprese fallibili e soggette alle procedure concorsuali, ex art. 1, comma 1, l. fall.

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Presupposti e limiti di applicabilità del privilegio ex art. 9 d.lgs. 123/1998 sui finanziamenti alle imprese

10 Febbraio 2015 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Milano

Fallimento

Il privilegio di cui all’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998 espressamente non si applica alle prestazioni di garanzia ex artt. 2, comma 100, L. 662/1996, art. 15 L. 266/1997 (che è intervenuto successivamente nella materia). Nessun richiamo vi è, difatti, nell’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998, né in altre disposizioni del suddetto decreto legislativo, al Fondo di garanzia PMI, né vi è alcun rinvio recettizio all’art. 2, comma 100, L. 662/1996 né all’art. 15 L. 266/1997. Né è sostenibile che detto privilegio possa essere richiamato in virtù dei decreti del Ministro delle Attività Produttive del 20.06.2005 e del 23.09.2005, nonché del decreto MISE del 23.11.2012 (decreti che, peraltro, si limitano a richiamare il ricorso alla procedura esattoriale per la riscossione del credito), posto che il privilegio può essere stabilito solamente dalla legge.

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Aggiudicazione del contratto di affitto d’azienda e sospensione della “procedura competitiva”

06 Febbraio 2015 | di Roberto Amatore

Tribunale di Novara

Affitto d’azienda

Il potere di sospensione di cui all’art. 107, comma 4, l. fall. vede limitato il proprio ambito di applicazione alle procedure di aggiudicazione di contratti di vendita e non può essere esteso, neanche in via analogica, alle procedure anch’esse competitive per l’aggiudicazione di un contratto di affitto d’azienda, sebbene propedeutico quest’ultimo ad una successiva gara per la vendita di azienda ed anche ove sia prevista la vendita del magazzino che rappresenti un elemento del tutto marginale nell’economia della procedura di gara. (massima)

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Possibilità di procedere a sequestro conservativo di beni conferiti in uno “sham trust”

04 Febbraio 2015 | di Claudio Bossi

Cass. Pen.

Trust e impresa

Posto che il trust si sostanzia nell’affidamento ad un terzo di determinati beni affinchè questi li amministri e gestisca quale proprietario per poi restituirli alla fine del periodo di durata del trust ai soggetti indicati dal disponente, ne consegue che presupposto coessenziale alla natura stessa dell’istituto è che il disponente perda la disponibilità di quanto conferito in trust, al di la di determinati poteri che possano competergli in base alla norme costitutive.

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