Focus

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Linee strutturali per smaltire i crediti deteriorati

04 Luglio 2017 | di Biagio Riccio

Crisi bancarie

Il presente scritto si occupa della problematica, pregnante ed attuale, dei crediti deteriorati, ossia delle esposizioni bancarie nei confronti di soggetti in stato di insolvenza. Si tratta di un’analisi che, partendo dalle definizioni normative, si sofferma sulla incidenza dei crediti stessi sulle procedure fallimentari e sulla redditività delle imprese, indirizzandosi, poi, sulle modalità di smaltimento.

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La trasferibilità del diritto di opzione e di sottoscrizione in caso di aumento del capitale sociale

27 Giugno 2017 | di Simone Marzo

Diritto di opzione

Nella disciplina delle società capitalistiche la rilevanza del capitale sociale si apprezza sotto due profili fondamentali. In primo luogo, sotto l’aspetto economico, il capitale sociale rappresenta l’insieme dei mezzi patrimoniali stabilmente destinati dai soci all’esercizio dell’attività sociale e che, quanto meno indirettamente, fungono da garanzia in favore dei creditori della società. Sotto un secondo profilo, il capitale sociale svolge un’importante funzione organizzativa, costituendo il termine di riferimento in relazione al quale definire e commisurare reciprocamente la posizione ed i diritti di ciascun socio all’interno della compagine sociale

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Aggravamento del dissesto della società sovvenuta: onere probatorio e quantificazione del danno

19 Giugno 2017 | di Daniele Iorio

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nell’ambito di un’azione del fallimento ex art. 146 l.fall., quando il danno non può essere provato in modo puntuale e specifico – ad esempio perché le scritture contabili non sono state tenute o non sono state tenute in modo regolare - può farsi ricorso, ex art. 1226 c.c., a criteri equitativi nella quantificazione del danno. Il ricorso a tali criteri di liquidazione del danno, tuttavia, non solo deve essere giustificato da circostanze che non hanno permesso l’accertamento degli effetti dannosi delle condotte contestate, ma i criteri stessi devono essere allegati in modo preciso nella loro astratta dimensione metodologica, e soprattutto devono risultare “plausibili” cioè capaci di produrre un risultato che rappresenti in modo comunque attendibile gli effetti patrimoniali dannosi del comportamento illecito addebitato agli organi sociali.

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Concorso tra reati di bancarotta: il punto della giurisprudenza

12 Giugno 2017 | di Iacopo Santinelli

Bancarotta fraudolenta

Il presente lavoro è finalizzato a riassumere sommariamente la posizione fatta propria dalla Giurisprudenza in ordine alle più rilevanti ipotesi di concorso tra i diversi reati di bancarotta.

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La revoca cautelare degli amministratori di società a responsabilità limitata

06 Giugno 2017 | di Armando Catania

Amministratori di s.r.l.

La natura della domanda cautelare di revoca degli amministratori di società a responsabilità limitata, ex art. 2476, comma 3, c.c. è oggetto di dibattito in dottrina e giurisprudenza: secondo un primo orientamento, essa sarebbe strumentale ad un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, mentre l'opposto orientamento ritiene che l’istanza di revoca cautelare degli amministratori potrebbe essere strumentale anche soltanto ad un’azione di merito avente il medesimo contenuto. L'Autore, ponendo l'accento sulla natura cautelare dell'azione, propone una lettura ispirata allo scopo di rintracciarne un diverso possibile significato, avendo a riferimento i presupposti al ricorrere dei quali la legge subordina la concedibilità della tutela cautelare invocata.

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Bancarotta: concorso formale e ne bis in idem

30 Maggio 2017 | di Iacopo Santinelli

Bancarotta fraudolenta

Il presente lavoro è finalizzato a riassumere la posizione fatta propria dalla Giurisprudenza in ordine alle più rilevanti ipotesi di concorso formale tra reati di bancarotta e altri reati; si ripercorre altresì la connessa tematica relativa alla esperibilità di un secondo giudizio per un reato di bancarotta dopo che, nei confronti del medesimo soggetto, sia intervenuta sentenza irrevocabile per altro reato in concorso formale con quello di bancarotta, alla luce dell’importante sentenza recentemente resa sul punto dalla Corte Costituzionale nel caso Eternit.

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Esercizio del diritto di voto nella partecipazione di s.r.l. pignorata

22 Maggio 2017 | di Fabio Cesare

Pignoramento di quote sociali

Nelle s.r.l. non è disciplinato il voto della quota di s.r.l. pignorata qualora non sia ancora stato nominato il custode. L’art. 2352 c.c., in tema di s.p.a., richiamato dall’art. 2471-bis c.c., attribuisce il voto al custode in caso di sequestro ma nulla dispone in caso di pignoramento. Nel caso non infrequente che il custode non venga o non sia ancora stato nominato, sarebbe legittimato al voto il debitore, come previsto dall’art. 559 c.p.c. in tema di espropriazione immobiliare. Simile soluzione, adottata dal Tribunale di Milano, potrebbe non essere efficiente in caso di conflitto tra soci, poiché esporrebbe il voto a finalità distorsive incompatibili con il perseguimento degli interessi sociali nell’assemblea. Per ricondurre il voto alla sua funzione è forse quindi ipotizzabile attribuirlo al creditore procedente, applicando analogicamente le disposizioni sul pegno e fissandone i limiti applicando i principi in tema di abuso della maggioranza.

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Il pignoramento delle quote di s.r.l. all'epoca del processo telematico

17 Maggio 2017 | di Giuseppe Vitrani

Pignoramento di quote sociali

Il quadro normativo della fattispecie in analisi, è variegato e particolare rispetto alle canoniche procedure esecutive regolamentate dal codice di procedura civile. La procedura in esame trova infatti la sua fonte normativa nell'art. 2471 c.c.

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Le Linee Guida ANAC sugli affidamenti in house: una reale inversione di rotta?

02 Maggio 2017 | di Valentina Guerrieri

Società in house

Il “Rapporto sulle partecipazioni pubbliche” pubblicato nel novembre 2016 dal Dipartimento del Tesoro descrive un settore pubblico con altissimo numero di quote di partecipazione e la netta prevalenza per gli affidamenti diretti a società in cui le Amministrazioni hanno partecipazioni non totalitarie. In questo contesto si inserisce l’art. 192 D.Lgs. n. 50/2016 e le Linee Guida di attuazione che hanno istituito presso l’ANAC l’elenco delle amministrazioni ed enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di propri organismi in house.

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L’opposizione dei creditori alla fusione transfrontaliera intraeuropea: sistema italiano e francese a confronto

18 Aprile 2017 | di Sara Buonomo

Fusione transfrontaliera

Il presente contributo analizza il tema della protezione dei creditori sociali nel quadro di una fusione transfrontaliera intraeuropea. Dopo una presentazione della direttiva 2005/56/CE relativa alle fusioni transfrontaliere delle società di capitali, ci si soffermerà sulle regole applicabili all’opposizione dei creditori sociali alla fusione. Allo scopo di mostrare le differenze tra i diversi sistemi di opposizione adottati dagli Stati membri, si confronteranno l’Italia e la Francia, le cui regole si pongono su piani opposti e rappresentano in maniera efficace i due approcci che attualmente convivono sul territorio dell’Unione.

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