Focus

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Società benefit: una interessante novità

26 Febbraio 2016 | di Dario Scarpa

Società di capitali

Una interessante novità, in tema di diritto societario e dei riflessi sulla concreta prassi, viene dalla possibilità che gli enti societari possano associare al classico scopo di lucro un altro scopo c.d. benefit. In particolare, si segnala che, con la recente legge Stabilità 2016, il legislatore italiano introduce una nuova qualificazione giuridica per le società personali, di capitali e/o cooperative, che perseguono, in aggiunta alle finalità lucrative, obiettivi sociali, da evidenziare in una relazione annuale da rendere pubblica in modo adeguato.

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Linee guida per l’applicazione degli ISA Italia alle imprese di dimensioni minori

18 Febbraio 2016 | di Claudio Sottoriva

Revisore legale dei conti

Il 17 dicembre 2015 il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili ha reso pubblico un documento che aggiorna il precedente documento 2012 dal titolo “L’applicazione dei principi di revisione internazionali (ISA Italia) alle imprese di dimensioni minori” che definisce definire le modalità operative per lo svolgimento dell’attività di revisione legale dei conti.

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Società benefit: novità della Legge di Stabilità 2016

11 Febbraio 2016 | di Raffaele Pellino

Società di capitali

Con la Legge di Stabilità 2016, il legislatore, pur senza innovare le forme societarie già esistenti, disciplina le nuove società “benefit”, ovvero le società che, oltre all’attività economica “classica” perseguono una o più finalità di "beneficio comune" ed operano in modo responsabile sostenibile e trasparente. Tale tipo di società ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti a partire dalla seconda metà dello scorso decennio. L’Italia è il primo Stato UE ad avere approvato una normativa per tale settore.

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Articolo 50 T.U. bancario: norma di favore per gli istituti di credito

02 Febbraio 2016 | di Biagio Riccio

Contratti bancari

L’art. 50 T.U.B., consentendo alla Banca d'Italia e alle banche di chiedere il decreto d'ingiunzione previsto dall'art. 633 c.p.c. anche in base all'estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido, è una norma di favore per gli istituti di credito e presenta indubbi profili di incostituzionalità, che debitamente vanno censurarti.

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Il fallimento delle società partecipate pubbliche

26 Gennaio 2016 | di Marco Vinicio Susanna

Società partecipate

La legge delega in tema di riforma della pubblica amministrazione, c.d. Legge Madia n. 124/2015, prevede importanti conseguenze per le partecipate pubbliche. Il Legislatore ha ritenuto di perseguire meglio le finalità della legge delega attraverso un testo unico delle partecipate pubbliche, che dovrà portare ad una disciplina armonica delle diverse fattispecie e fornire soluzioni anche in merito al discusso tema dell’assoggettabilità, o meno, al fallimento delle società partecipate pubbliche.

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Esclusione socio e revoca della facoltà di amministrare nelle società di persone: due fattispecie distinte a confronto

13 Gennaio 2016 | di Tiziana Cappelletti

Amministrazione delle società di persone

Nelle società di persone la posizione di socio, da un lato, e di amministratore, dall’altro lato, sono caratterizzate da presupposti e facoltà tra loro differenti sia nella fase iniziale del loro insorgere che, successivamente, nelle eventuali fasi critiche che portano all’esclusione del socio e/o alla revoca dell’amministratore. L’Autrice si concentra, in particolare, sull’analisi degli artt. 2259 e 2286 c.c. anche alla luce dell’interpretazione giurisprudenziale.

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Azione del curatore verso gli organi sociali alla luce del nuovo art. 118 l. fall.

16 Dicembre 2015 | di Raffaele De Ruvo

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nell’ambito delle azioni giudiziarie aventi ad oggetto i rapporti di diritto patrimoniale compresi nel fallimento, la cui legittimazione attiva è attribuita al curatore, si inquadrano le azioni ex art. 146 l. fall, ovvero l’azione di responsabilità contro gli organi sociali e quella contro i soci della società a responsabilità limitata chiamati in solido con gli amministratori, qualora abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi, secondo quanto sancito dall’art. 2476, comma 7, c.c. In tale contesto va analizzata la portata della novella dell’art. 118 l.fall. (come introdotta dalla l. n. 132/2015 che ha convertito il d.l. n. 83/2015), in forza della quale la chiusura della procedura fallimentare “non è impedita dalla pendenza di giudizi, rispetto ai quali il curatore può mantenere la legittimazione processuale anche nei successivi stati e gradi, ai sensi dell'art 43”.

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Intermediari finanziari al bivio tra “bancarizzazione” e “deregulation”

11 Dicembre 2015 | di Norman Pepe, Fabrizio Occhipinti

Intermediari finanziari

Il presente contributo intende inserirsi nell’acceso dibattito attualmente in corso in molti consigli di amministrazione di intermediari finanziari operanti nel settore dell’acquisto di crediti non-performing, relativamente al proprio posizionamento in un momento di rapido (e, per certi versi, radicale) cambiamento del quadro normativo di riferimento.

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Quando la cronaca si incrocia con il diritto

01 Dicembre 2015 | di Mario Cavallaro

Crisi bancarie

Prosegue con intensità che non esitiamo a definire drammatica, perché continuamente immersa in vicende concrete regolate con urgenza dal legislatore, il percorso del recepimento nell’ordinamento nazionale della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 in materia di risanamento e risoluzione degli enti creditizi. Si tratta della c.d. Bank Recovery and Resolution Directive, che diffusamente viene per brevità denominata BRRD.

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Il nuovo falso in bilancio. Problematiche sull’irrilevanza penale delle valutazioni estimative

27 Novembre 2015 | di Antonio D'Avirro

False comunicazioni sociali

Con la legge 27 maggio 2015, n. 69 il legislatore ha nuovamente modificato il reato di falso in bilancio. Le ragioni della riforma sono da ricercarsi nell’esigenza di ripristinare la punibilità del falso in bilancio che di fatto era venuta meno con la legge n. 61/2002. A seguito di tale riforma è stata profondamente trasformata la condotta del reato di falso in bilancio: per la prima volta il legislatore ha escluso la rilevanza penale delle valutazione estimative.

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