Focus

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Bancarotta documentale fraudolenta e semplice: somiglianze e (spesso trascurate) differenze

02 Febbraio 2017 | di Ciro Santoriello

Bancarotta fraudolenta

Analogamente a quanto previsto con riferimento all'ipotesi di bancarotta patrimoniale anche per la bancarotta documentale il Legislatore differenzia il trattamento sanzionatorio da riservare a variegate forme di inidonea tenuta delle scritture contabili da parte dell'imprenditore. Se infatti l'art. 216, comma 1 n. 2, r.d. 267 del 1942 punisce con la reclusione da tre a dieci anni chi sottrae, distrugge o falsifica, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o ...

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Finanziamenti soci nella menzione di “passività” attribuite in sede di scissione societaria

27 Gennaio 2017 | di Simone Marzo

Finanziamenti e apporti spontanei dei soci

Il regime della fiscalità indiretta sugli atti delle società ha risentito notevolmente dell'influenza del diritto europeo e, in particolare, delle direttive sulla circolazione e la raccolta di capitali (Direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, n. 69/335 CEE, modificata dalla Direttiva del Consiglio 10 luglio 1985, n. 85/303 CEE, ed infine sostituita dalla Direttiva del Consiglio 12 febbraio 2008, n. 2008/7/CE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali). Dal recepimento di tali direttive è scaturita la sostanziale detassazione di tutti gli atti e le operazioni societarie ad esclusione dei conferimenti di immobili e unità da diporto. In particolare sono soggette a registrazione in termine fisso con applicazione dell'imposta nella predetta misura fissa gli atti di costituzione o aumento del capitale sociale con conferimento di denaro, di beni mobili e di azienda, le trasformazioni e le altre modifiche statutarie e le regolarizzazioni di società di fatto.

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Il diritto di informazione e di consultazione del socio di minoranza di s.r.l.

17 Gennaio 2017 | di Daniele Fico

Controllo interno nella s.r.l.

L’art. 2476 c.c. consente ai soci di minoranza che non partecipano all’amministrazione della società di avere informazioni in merito allo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche attraverso professionisti di fiducia, i libri sociali e gli altri documenti inerenti all’amministrazione. L’Autore, dopo essersi soffermato sulla legittimazione all’esercizio dei predetti diritti, analizza il diritto di informazione e di consultazione affrontando altresì la questione relativa alla derogabilità dei medesimi.

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Market abuse: il punto sul doppio binario sanzionatorio

10 Gennaio 2017 | di Luigi Giordano

Manipolazione del mercato

La disciplina sanzionatoria degli abusi di mercato è articolata sul modello del “doppio binario” nel quale convivono illeciti penali ed amministrativi che possono punire i medesimi fatti.

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Stop alla presunzione di responsabilità dei vertici societari: la Cassazione apre ad un serio accertamento del dolo

29 Dicembre 2016 | di Francesco Rubino

Reati tributari

Il giudice di legittimità, con pronuncia datata settembre 2016, riabilita il significato dell'art. 2 d.lgs. 74/2000 nella parte in cui, incriminando la presentazione della dichiarazione fraudolenta mediante fatturazione, richiede la consapevolezza del sottoscrittore, sotto forma di dolo, in ordine alla fraudolenza della condotta dichiarativa.

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Lo scioglimento delle società per sopravvenuta impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale

21 Dicembre 2016 | di Niccolò Baccetti

Scioglimento delle società di capitali

Lo scioglimento per impossibilità dell’oggetto sociale o per sopravvenuta impossibilità del suo conseguimento (art. 2484, comma 1, n. 2, c.c.) è tradizionalmente soggetto a criteri di stretta interpretazione in virtù di un’impostazione che, al fondo, tende ad attribuire al principio di conservazione delle attività produttive un rilievo preminente rispetto al diritto del singolo socio al proprio disinvestimento. Tale approccio è messo in discussione nei casi limite in cui l’impresa cade in uno stato di incapacità di proseguire l’attività imprenditoriale per manifesta insufficienza di mezzi propri ovvero, secondo una tesi più recente, per perdita del presupposto della continuità aziendale. All’esito di una ricognizione degli opposti orientamenti interpretativi, il contributo si concentra sul problema delle interferenze che una tale ipotesi dissolutiva può generare sul piano della funzione riorganizzativa o risanatoria dell’impresa affermatasi nell’ordinamento concorsuale.

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Postergazione dei finanziamenti anomali e prestito obbligazionario

16 Dicembre 2016 | di Niccolò Baccetti

Finanziamenti e apporti spontanei dei soci

E’ stato recentemente sostenuto che i prestiti obbligazionari di s.p.a. non sono soggetti alla postergazione dei finanziamenti anomali dei soci per vari profili di incompatibilità tra le rispettive discipline. Il contributo compie una ricostruzione dei criteri tipologici che governano l’applicabilità della postergazione dei finanziamenti anomali nelle società di capitali ed esamina i profili dell’ipotizzata incompatibilità tra postergazione e prestiti obbligazionari. All’esito di tale analisi, si fornisce una soluzione al problema che appare prevalentemente fondata sulle condizioni che consentono di applicare, in via analogica o diretta, la postergazione dei finanziamenti anomali alla s.p.a. non soggetta a direzione e coordinamento.

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L’elemento oggettivo della responsabilità sanzionatorio-amministrativa degli enti (Parte II)

14 Dicembre 2016 | di Andrea A. Salemme, Cristian Coviello

Responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. 231/2001

In questa seconda parte, gli Autori si concentrano sullo stato della giurisprudenza in Italia, per una ricostruzione dogmatica della responsabilità degli enti. Si ritiene che in Italia l’accettazione dell’immedesimazione organica non possa chiudersi in formule apodittiche per eludere di confrontarsi, nell’ambito della “meccanica” dell’attribuzione del fatto di reato “anche” all’ente, con quei problemi, non astratti ma concreti, in quanto derivanti dalla quotidiana osservazione della criminalità “anche” collettiva, che i Paesi di common law mostrano di risolvere mediante una traslazione dall’organicità all’organizzazione.

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L’elemento oggettivo della responsabilità sanzionatorio-amministrativa degli enti (Parte I)

13 Dicembre 2016 | di Andrea A. Salemme

Responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. 231/2001

Con un approccio storico-comparatistico, il presente contributo analizza l’evoluzione storica della responsabilità collettiva in Italia e nei Paesi di lingua inglese (Stati Uniti e Gran Bretagna): dai Paesi di common law l’Italia impara che l’ente risponde del reato alla stregua di un fatto proprio sul terreno della colpa d’organizzazione; prima ancora di affrontare il livello della colpa, già al livello logicamente prioritario dell’elemento oggettivo della fattispecie sanzionatoria a carico degli enti, occorre scandagliare attraverso quali meccanismi il fatto di reato è fatto traslare dalla persona fisica all’ente. In Italia, la Suprema Corte di Cassazione sposa la teoria dell’immedesimazione organica. Nella Seconda parte, di prossima pubblicazione, l’Autore si concentrerà sullo stato della giurisprudenza in Italia, per una ricostruzione dogmatica della responsabilità degli enti.

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L’impatto delle novità del bilancio 2016 sull’attività del revisore

06 Dicembre 2016 | di Fabrizio Bava, Melchior Gromis Di Trana

Revisore legale dei conti

Le numerose novità che caratterizzano i bilanci 2016 richiederanno specifici controlli da parte dei revisori legali. Tra questi, ad esempio, la valutazione al costo ammortizzato, così come l’obbligo di iscrizione in bilancio, per la prima volta, degli strumenti finanziari derivati, richiedono l’applicazione di nuove procedure di controllo.

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