Focus

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Concordato con continuità e contratti pubblici: questioni risolte e nuovi problemi nel prima del "nuovo" art. 186-bis, comma 4 l. fall.

05 Settembre 2014 | di Paolo Pizza

Concordato preventivo

Il legislatore, di recente, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, il nuovo comma 4 dell’art. 186–bis l. fall., in relazione al concordato con continuità aziendale, il quale dispone che“successivamente al deposito del ricorso, la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal Tribunale, acquisito il parere del commissario giudiziale, se nominato; in mancanza di tale nomina, provvede il Tribunale”. L'Autore, grazie ad una precisa analisi sia del tema del rapporto tra concordato con continuità aziendale e contratti pubblici sia nella disciplina anteriore che in quella vigente, coglie le questioni non ancora pacifiche e ne esamina i possibili risvolti.

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Deducibilità delle quote di ammortamento delle aziende in affitto o in usufrutto e deroga contrattuale ex art. 102 T.U.I.R.

25 Luglio 2014 | di Marco Ligrani

Affitto d’azienda

La disciplina della deducibilità, dal reddito d’impresa, delle quote di ammortamento dei beni materiali delle aziende date in affitto o in usufrutto è contenuta nell’art. 102 comma 8 del T.U.I.R., il quale prevede, come regola generale, che a beneficiarne sia l’affittuario o l’usufruttuario e che le parti possano invertire tale regime in favore del proprietario, dando atto, nel contratto, di voler derogare, espressamente, all’art. 2561 c.c. sull’usufrutto di azienda; eventualità, quest’ultima, che può presentare profili di criticità in sede contenziosa.

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La persona giuridica e l’autore del reato non sono coimputati

22 Luglio 2014 | di Giuseppe Marino

Società di capitali

Nel sistema delineato dal d.lgs. n. 231/2001, l’illecito ascrivibile all’ente costituisce una fattispecie complessa e non si identifica con il reato commesso dalla persona fisica: pertanto, l’ente e l’autore del reato non possono qualificarsi coimputati, essendo ad essi ascritti due illeciti strutturalmente diversi.

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L'utilizzo del trust di scopo quale legittimo strumento di ausilio nella crisi di impresa

25 Giugno 2014 | di Marco Minguzzi, Lisa Masetti

Trust e impresa

Gli Autori trattano il tema del ricorso allo strumento del trust all'interno della crisi d'impresa analizzando un caso sottoposto all'esame dei giudici ravennati (Trib. Ravenna, 4 aprile - 17 ottobre 2013), nel quale la domanda di concordato preventivo contempla la costituzione di un trust di scopo, mediante la messa a disposizione di alcuni beni immobili appartenenti ad un terzo estraneo alla compagine sociale. Dopo aver sciolto alcune questioni preliminari, quali la scelta del tipo di trust e quale controllo debba esercitare il giudice, il focus si concentra su quali conseguenze comporti un trust di questo tipo nel calcolo delle maggioranze utili per l'omologazione del concordato nonchè sugli aspetti fiscali.

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Amministratore di fatto e di comodo: quando rischia il reato di bancarotta

20 Giugno 2014 | di Federico Gavioli

Bancarotta fraudolenta

L’amministratore di fatto non risponde del reato di bancarotta se partecipa ad una singola operazione distrattiva. Infatti, per una condanna di natura penale occorrono una serie di ulteriori elementi che non possono essere circoscritti ad una sola operazione. In questi termini si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza del 9 giugno 2014, n. 24051, ritenendo dunque necessari per la condanna a tale tipologia di reato indici sintomatici ulteriori. L'occasione è utile per tracciare un quadro completo, sulla scorta di alcuni recenti orientamenti giurisprudenziali, in relazione al problema dei c.d. amministratori di fatto e amministratori di comodo “teste di legno”, messi ai vertici delle società commerciali.

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Un altro (significativo) passo avanti comunitario verso l’armonizzazione della normativa sulla crisi d’impresa. La raccomandazione della Commissione europea 12.3.14 e il possibile impatto sulle norme italiane

19 Giugno 2014 | di Giorgio Corno

Ristrutturazione del debito

La Raccomandazione della Commissione Europea in data 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza detta norme minime in materia di ristrutturazione preventiva delle imprese sane in crisi e di liberazione dai debiti degli imprenditori onesti falliti. Questo documento mira all’armonizzazione della disciplina degli Stati membri in materia di insolvenza; alla promozione dell’imprenditoria, degli investimenti e dell’occupazione; a ridurre gli ostacoli al buon funzionamento del mercato interno. L’attuazione dei principi ivi contenuti costituisce il punto di arrivo di un processo svolto a livello comunitario, all’esito di uno studio aggiornato della situazione normativa degli Stati membri, oltre che sull’esame delle best practices esistenti in materia. Gli Stati membri destinatari della raccomandazione sono invitati ad attuare i principi ivi contenuti entro 12 mesi. La Commissione si riserva di valutare la sua implementazione e l’efficacia delle azioni intraprese entro 18 mesi dalla sua adozione, al fine di comprenderne l’impatto, e al fine di valutare se proporre ulteriori misure per consolidare e rafforzare l’approccio cui si informa. Il presente contributo descrive il contenuto della Raccomandazione e si sofferma sui possibili effetti che essa potrebbe avere sugli accordi raggiunti con tutti i creditori nell’ambito delle procedure di soluzione concordata della crisi di impresa.

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Le perdite su crediti secondo le Entrate

13 Giugno 2014 | di Sabrina Lombardo

Bilancio d'esercizio

Con la Circolare del 4 giugno 2014 n. 14/E (di seguito anche “Circolare 14”) l’Agenzia ha fornito importanti chiarimenti in merito al regime fiscale delle perdite su crediti in seguito alle modifiche apportate dall’art. 1, co. 158-161, L. 27 dicembre 2013 n.147 sia ai fini IRES che ai fini IRAP.

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Report sulla fallibilità delle società “in house”

28 Maggio 2014 | di Alessandro Di Majo

Società in house

L'Autore affronta il tema delle società "in house", facendo il punto sugli orientamenti giurisprudenziali e sulla prassi circa la fallibilità o meno degli enti a partecipazione pubblica.

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La rateazione ordinaria dei debiti fiscali e previdenziali iscritti a ruolo è incompatibile con l’accordo di ristrutturazione?

22 Maggio 2014 | di Giulio Andreani

Ristrutturazione del debito

In un recente caso pratico, alcune imprese e le relative banche creditrici si sono viste rigettare l'istanza di rateazione presentata all'Agenzia delle Entrate, in qunato, a opinione di quest'ultima, la rateazione sarebbe incompatibile con l'accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis, l. fall. intercorrente tra debitori e creditori. L'Autore prende spunto da tale caso per chiarire i rapporti tra la disciplina contenuta all'art. 182-bis l. fall e l'art. 19 D.P.R. n. 602/1973

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Attenzione alle consulenze del commercialista: se consiglia operazioni fraudolente rischia la bancarotta

09 Maggio 2014 | di Federico Gavioli

Bancarotta fraudolenta

Se il commercialista suggerisce a propri clienti condotte fraudolente rischia pesanti conseguenze di natura penale; la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16963, del 16 aprile 2014, ha affermato che le annotazioni a mano del commercialista, con cui si suggerisce la realizzazione di operazioni fraudolente all’imprenditore, rappresentano elementi sufficienti per individuare il professionista come effettivo ispiratore della condotta distrattiva e affermare che in realtà egli rivestiva il ruolo di amministratore di fatto della società per la quale offriva le proprie prestazioni.

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