Focus

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La continuità aziendale e i principi contabili: conseguenze della non corretta applicazione sulle procedure di gestione della crisi di impresa

01 Aprile 2015 | di Giuliano Buffelli

Concordato preventivo

Uno tra gli aspetti più rilevanti, e più delicati, nella gestione della crisi d’impresa è la valutazione della continuità aziendale, elemento imprescindibile qualora si decida di ricorrere agli istituti del concordato ex art. 186 bis l. fall, del piano attestato di cui all’art. 67, comma 3 lett. d) l. fall., ovvero degli accordi di ristrutturazione del debito. L'Autore, partendo dalla definizione del c.d. postulato della continuità aziendale, compie una disamina in merito alla sua applicazione alla luce dei principi contabili (in particolare per questa specifica ipotesi si fa riferimento all’OIC 15) e a quali possano essere le conseguenze a fronte di una sua errata valutazione.

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Le novità in materia di estinzione della società e responsabilità dei liquidatori

13 Marzo 2015 | di Andrea Arrigo Panato

Estinzione delle società di capitali

Il co. 4 dell'art. 28 D.lgs. n. 175/2014 estende la possibilità per l’Amministrazione Finanziaria di accertare le società di capitali per i 5 anni successivi alla data di richiesta della cancellazione dal registro delle imprese. Questa previsione se da un lato consente all’Amministrazione Finanziaria di poter contrastare o perlomeno limitare il più possibile eventuali manovre elusive con la possibilità di effettuare maggiori controlli ed azioni di recupero, dall’altro rende più incerto l’iter della procedura di liquidazione e successiva cancellazione.

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Chiose in tema di responsabilità civile del professionista attestatore

11 Febbraio 2015 | di Antonio Didone

Concordato preventivo

Il professionista chiamato a predisporre le attestazioni di cui agli artt. 67, comma 3, 161, comma 3, 182-bis, 182-quinquies e 186-bis, nell’ambito di procedure di concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione dei debiti, svolge funzioni assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice, con caratteristiche di indipendenza e professionalità. L’Autore si concentra, in particolare, sulla responsabilità dell’attestatore, analizzando gli elementi che fanno propendere per l’affermazione della sua natura civile, e non aquiliana, ed esponendo le conseguenze, anche in ordine ai termini di prescrizione dell’azione.

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La redazione della proposta nel concordato in continuità. Risvolti operativi

05 Febbraio 2015 | di Fabio Maria Venegoni

Concordato preventivo

Il contenuto e i termini della proposta ai creditori nei concordati risulta diverso, a seconda che sia prevista la liquidazione dei beni oppure la continuità dell’impresa da parte del debitore. In questo secondo caso, infatti, la costruzione del piano presenta maggiori difficoltà, alla luce delle informazioni richieste e delle variabili insite nelle previsioni legate alla prosecuzione dell’attività. L’Autore illustra le problematiche, evidenziano le informazioni richieste ai professionisti che collaborano con il debitore, e gli stress test necessari al fine di assicurare la necessaria attendibilità alle valutazioni.

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Il concordato nell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi

02 Febbraio 2015 | di Rosaria Giordano

Amministrazione straordinaria

La c.d. legge Prodi bis (l. n. 270/99) ha introdotto una specifica disciplina del concordato proposto nel corso di una procedura di amministrazione straordinaria: l’Autrice analizza le principali problematiche, anche alla luce delle modifiche normative apportate successivamente, nell’ambito della proposta concordataria all’interno della procedura di liquidazione coatta amministrativa.

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Il regime fiscale delle perdite su crediti degli istituti bancari nei confronti delle imprese in crisi

08 Gennaio 2015 | di Fabio Gallio, Alessandro Muradore

Fallimento

Il contributo prende in esame il regime fiscale delle perdite da parte degli istituti bancari sui crediti nei confronti delle imprese in crisi. Gli Autori vagliano le diverse alternative, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità, che la banca può percorrere di fronte a un credito difficilmente recuperabile concentrandosi, per ognuna, sugli effetti che si produrranno sia in capo alla banca che al debitore.

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La disciplina delle società di comodo al banco di prova

19 Novembre 2014 | di Dorina Casadei

Società di comodo

Tra i temi caldi al vaglio d’attuazione della Delega Fiscale, vi è anche l’attuale disciplina delle società non operative che, a vent’anni dal suo ingresso nell’ordinamento italiano, appare complicata, poco chiara, soprattutto in una congiuntura economica che acuizza le distonie create dal Legislatore in ambito fiscale. L’approfondimento propone un’analisi della disciplina delle società di comodo incentrata su alcuni punti oscuri che un Fisco “vivente” non può più trascurare.

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Per gli interessi passivi deducibilità indipendente dalla correlazione con i ricavi

10 Novembre 2014 | di Luca Bilancini

Cass. Civ.

Società di persone

La Cassazione, nella sentenza n. 21467/2014, ha recentemente ribadito un orientamento ormai prevalente in tema di interessi passivi, e, cioè, che per la loro deducibilità non sia necessaria una correlazione con i ricavi, quanto il rispetto delle specifiche disposizioni del Testo Unico. L’orientamento sembrerebbe ormai “cristallizzato”, considerate le numerose pronunce della Suprema Corte che, nel corso del tempo, hanno confermato tale indirizzo.

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Sequestro dei beni ai sensi della “231” anche in assenza di gravi indizi

12 Ottobre 2014 | di Federico Gavioli

Cass. Pen.

Confische

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 41435, del 6 ottobre 2014, ha affermato che in tema di responsabilità da reato degli enti, il decreto di sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato non deve contenere l’indicazione specifica dei beni che devono essere sottoposti al vincolo.

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Piani di risanamento: l’attestazione del professionista, la motivazione, le riserve o indicazioni cautelative

08 Ottobre 2014 | di Giuliano Buffelli

Piani di risanamento

Si esamina la questione dell'attestazione, riguardante i piani di risanamento, nell'ipotesi in cui le motivazioni del professionista siano condizionate, con riserva o cumulative. La riflessione proposta parte dall'analisi dei Principi di attestazione dei piani di risanamento e delle Linee guida per il finanziamento dell'impresa in crisi. Facendo il punto anche su quanto espresso dalla giurisprudenza di legittimità, l'Autore propone le sue conclusioni sull'argomento.

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