Focus

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I Decreti attuativi della Delega fiscale secondo Assonime

17 Agosto 2015 | di Massimiliano Sironi

Società di capitali

Con la recente Circolare n. 25/2015 del 3 agosto 2015, Assonime propone un primo commento degli schemi di Decreti attuativi della Delega fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23).

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Ammissibilità del ricorso al procedimento ex art. 2409 c.c. da parte dell’organo di controllo delle s.r.l.

16 Luglio 2015 | di Raffaele De Ruvo

S.R.L.: disciplina generale

Nel contesto normativo successivo alla riforma del diritto delle società di capitali operata dal D. Lgs. n. 6 del 17/1/2003, il Legislatore ha distinto in modo netto due differenti discipline per le società per azioni (e in accomandita per azioni), da un lato, e per le società a responsabilità limitata, dall’altro.

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Le azioni a voto plurimo: profili generali, problemi applicativi e impatto sistematico

13 Luglio 2015 | di Umberto Tombari

Azioni a voto plurimo e maggiorato

Il “nuovo” articolo 2351, comma 4, c.c., ha soppresso il divieto di emettere azioni a voto plurimo, concedendo la possibilità di prevedere azioni dotate fino a un massimo di tre voti. Dopo aver descritto le previsioni di legge che regolano il “nuovo” istituto ed averne ripercorso sinteticamente il percorso evolutivo, lo scritto intende soffermarsi su alcuni tra i più rilevanti problemi interpretativi posti dalla suddetta normativa così come sul rilevante impatto “sistematico” che la medesima è destinata ad assumere.

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La competenza degli uffici sociali in ordine alla domanda di concordato preventivo nella società a responsabilità limitata

07 Luglio 2015 | di Antonio Maria Leozappa

Concordato preventivo

L’art. 152 L.Fall. attribuisce all’ufficio amministrativo delle società di capitali la competenza a deliberare la proposta di concordato preventivo salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. Avendo riguardo alla società a responsabilità limitata, l’Autore indaga il rapporto tra tale disposizione e quella dell’art. 2479, comma 1, c.c. che prevede un meccanismo devolutivo in favore dei soci. Anche alla luce del dibattito sulla configurabilità del diritto societario della crisi di impresa, viene prospettata una ricostruzione della disciplina che esclude la operatività del meccanismo devolutivo e riconosce la concorrente competenza dei soci in ordine alla domanda di concordato che, per l’attuazione del piano, richiede decisioni tipizzate ex art. 2479 c.c.

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Bilanci: lo schema di Decreto per il recepimento della Direttiva 2013/34/UE che abroga la IV e la VII Direttiva CEE sulle società industriali, commerciali e di servizi

16 Giugno 2015 | di Claudio Sottoriva

Bilancio d'esercizio

In data 18 maggio 2015 il Governo ha trasmesso alle compenti commissioni della Camera e del Senato il testo di due schemi di Decreti Legislativi per il recepimento della Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 riguardante la redazione dei bilanci d’esercizio, dei bilanci consolidati e delle relative relazioni di talune tipologie di imprese dei Paesi membri dell’Unione europea, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 1, commi 1 e 3, nonché dell’allegato B della legge di delegazione europea 2013 relativa al secondo semestre (legge 7 ottobre 2013, n. 154).

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Il socio di società di persone: capitale sociale e responsabilità

10 Giugno 2015 | di Dario Scarpa

Capitale sociale nelle società di persone

Nelle società semplici il concetto di capitale sociale non assume, di per sé, alcuna autonoma rilevanza giuridica, nel senso che ad esso non risulta collegato alcun aspetto della disciplina legale delle società semplici. Il capitale sociale, in altre parole, è il concetto attraverso il quale si esprime il valore complessivo dei conferimenti dei soci, ma che non implica alcuna regola o disciplina, né all’interno della compagine sociale, né al suo esterno .

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Società di comodo e perdite sistematiche

05 Giugno 2015 | di Francesco Barone

Società di comodo

Il periodo di crisi economica che sta attraversando l’Italia, porta spesso le società a chiudere il bilancio con un risultato negativo. Nella maggior parte dei casi, la perdita civilistica si conferma anche dal punto di vista fiscale, con il problema che ogni anno affligge le società, nel senso che, in sede di redazione della dichiarazione dei redditi, queste devono verificare se sono considerate “società di comodo” per effetto delle perdite sistematiche. È necessario, quindi, analizzare e ricordare la normativa utile per stabilire se esistono cause che possono evitare l’applicazione della disciplina attinente le società in perdite sistematiche.

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Ruolo di amministratori, sindaci e istituti di credito in un sistema di imprese in crisi

14 Maggio 2015 | di Luigi Balestra

Responsabilità degli amministratori di s.p.a.

Il contributo esamina il ruolo che assumono gli attori dell’impresa quando questa entra in crisi con una attenzione particolare ai profili di responsabilità penale in cui questi possono incorrere. Alla luce dell’ultima riforma di diritto societario e alle recenti modifiche in materia fallimentare l’autore si concentra sulle figure degli amministratori, dei sindaci e degli istituti di credito.

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Profili di responsabilità del professionista a titolo di concorso nei reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale

14 Aprile 2015 | di Gaetano Pacchi

Bancarotta fraudolenta

La tematica affrontata è quella della responsabilità in capo al professionista, sia esso avvocato, commercialista, consulente del lavoro o notaio, nei reati di bancarotta commessi dal fallito suo cliente. Possono esservi casi, infatti in cui, il professionista e, su incarico del cliente, ponga in essere operazioni che, sebbene corrette e lecite sotto il profilo giuridico, sono, in realtà, finalizzate a raggiungere risultati contra legem. L’autore compie una chiara e approfondita analisi su quali siano i presupposti, soggettivi e oggettivi, necessari perché si configuri un concorso del professionista nelle condotte delittuose, bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale in particolare, alla luce degli orientamenti della giurisprudenza di legittimità.

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La continuità aziendale e i principi contabili: conseguenze della non corretta applicazione sulle procedure di gestione della crisi di impresa

01 Aprile 2015 | di Giuliano Buffelli

Concordato preventivo

Uno tra gli aspetti più rilevanti, e più delicati, nella gestione della crisi d’impresa è la valutazione della continuità aziendale, elemento imprescindibile qualora si decida di ricorrere agli istituti del concordato ex art. 186 bis l. fall, del piano attestato di cui all’art. 67, comma 3 lett. d) l. fall., ovvero degli accordi di ristrutturazione del debito. L'Autore, partendo dalla definizione del c.d. postulato della continuità aziendale, compie una disamina in merito alla sua applicazione alla luce dei principi contabili (in particolare per questa specifica ipotesi si fa riferimento all’OIC 15) e a quali possano essere le conseguenze a fronte di una sua errata valutazione.

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