Focus

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Continuità aziendale: capitale di funzionamento e procedure di allerta

03 Maggio 2018 | di Federico Diomeda

Società di capitali

Il pilastro filosofico portante della riforma della crisi d'impresa è il tentativo di creare il miglior ambiente giuridico e aziendale per l’emersione tempestiva della crisi e la sua gestione con mezzi che riducano il più possibile i casi di insolvenza e di conseguente liquidazione giudiziale (nuova terminologia sostitutiva del fallimento). A sua volta il pilastro di tale tentativo è costituito dalle procedure di allerta e dai nuovi requisiti organizzativi richiesti all’imprenditore in funzione della salvaguardia della continuità aziendale. Scopo di questo articolo è esaminare, sotto un profilo prettamente aziendalistico, l’insieme dei rimedi organizzativi e degli indicatori di crisi che la riforma mette a disposizione dell’imprenditore per meglio usufruire delle procedure di allerta e dei connessi aspetti premiali, valutandone gli effetti anche contestualizzando il rapporto fra imprese e sistema finanziario.

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Interferenze tra la disciplina concorsuale e le norme sui diritti industriali

27 Aprile 2018 | di Benedikt Neuburger, Isabella Krasser, Magali Contardi

Marchi

Il presente articolo tenta di delineare almeno un embrionale coordinamento tra la disciplina fallimentare e quella industriale, esaminando e cercando di dirimere frequenti criticità nelle relative interferenze, con connessi rischi di decadenze dei diritti in questione. L’analisi comprende brevi cenni sulle soluzioni adottate nell’ambito europeo, sia per i marchi dell’unione europea, che per i brevetti europei.

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SPAC: la natura fiscale della performance fee dei manager

23 Aprile 2018 | di Giovambattista Palumbo

Amministratori di s.p.a.: nomina, revoca e compensi

Le SPAC sono veicoli societari quotati, il cui obiettivo è quello di acquisire una quota di una sola target, per poi procedere alla sua fusione per incorporazione. Un ruolo chiave, in tali tipi di operazioni, è assunto dai manager, laddove è prassi che questi partecipino anche come co-investitori nell’iniziativa, acquisendo una quota minima di capitale nello stesso veicolo, con una categoria speciale di azioni, portatrice di un “carried interest”. Il dubbio che si pone, ai fini fiscali, riguarda la qualificazione di tale carried interest, dovendosi chiarire se lo stesso abbia natura di provento finanziario, oppure se debba essere qualificato come reddito di lavoro dipendente o assimilato.

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Il nuovo regime di tassazione degli utili e dei capital gain

16 Aprile 2018 | di Fabio Gallio, Simone Furian

Distribuzione degli utili

La legge di bilancio 2018 (art. 1, commi 999 e seguenti della L. 205/2017) ha modificato il regime di tassazione dei dividendi e dei capital gain (redditi diversi di natura finanziaria), con l’obiettivo di unificare per tutti i tipi di partecipazioni (qualificate e non) l’imposizione sostitutiva del 26%, in luogo della tassazione con le aliquote marginali IRPEF su una base imponibile parziale (49,72% o 58,14%, a seconda della data di cessione della partecipazione).

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Brevi note in tema di versamenti in conto capitale

10 Aprile 2018 | di Elena Bracciali

Apporti in conto capitale, a fondo perduto e a copertura perdite

I versamenti in conto capitale rappresentano una species del genus “apporti fuori capitale” e sono costituiti da somme o altre utilità che i soci erogano alla società con l’obiettivo di incrementare il relativo capitale di rischio e di destinare all’impresa sociale - indipendentemente dagli obblighi assunti con l’adesione all’atto costitutivo - un’ulteriore attribuzione patrimoniale diversa dal conferimento, senza ricevere alcuna controprestazione

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La legge di bilancio per il 2018 e le imprese culturali e creative

06 Aprile 2018 | di Renato Dabormida

Associazioni riconosciute

La legge di bilancio per l’anno 2018 introduce ai commi 57-60 dell’art. 1 la nuova figura dell’impresa culturale e ricreativa modellata sulla scorta del DDL Ascani che, seppur approvato dalla Camera dei Deputati il 26 settembre 2017, si era poi arenato al Senato. La legge non prefigura un nuovo modello di società (profit o non profit) ma si preoccupa di definirne l’”oggetto sociale”.

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Una imponente riforma parallela: IFRS 9 e il credito bancario alle imprese in crisi

04 Aprile 2018 | di Paolo Rinaldi

Crisi bancarie

Nell’attesa che la Riforma del Codice della Crisi di Impresa divenga realtà, mediante l’esercizio della delega legislativa al governo, il resto del mondo legato alla crisi di impresa è comunque in fermento, e si susseguono settimanalmente eventi aventi ad oggetto gli elementi critici della emananda normativa.

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Amministrazione collegiale nella liquidazione di s.r.l. e rinuncia alla carica di uno dei liquidatori

30 Marzo 2018 | di Alessandro Nironi Ferraroni, Andrea Maria Minerva

Liquidazione di società di capitali

In una società a responsabilità limitata in liquidazione viene nominato, a tempo indeterminato, un organo liquidatorio composto da due membri: esso è chiamato, pressoché esclusivamente, ad operare sulla base delle regole proprie dell’amministrazione congiuntiva. Il presente contributo si interroga sulle conseguenze della rinuncia di uno dei liquidatori: se, dunque, nel silenzio dell’atto costitutivo e della delibera di nomina, tale rinuncia determina la decadenza dell’intero organo. Gli Autori esaminano la fattispecie considerando anche se la rinuncia possa esporre la società a conseguenze di tipo risarcitorio nei riguardi del co-liquidatore eventualmente caducato.

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La rinuncia al TFM degli amministratori alla luce della norma di comportamento AIDC

26 Marzo 2018 | di Fabio Gallio, Simone Furian

Amministratori di s.p.a.: nomina, revoca e compensi

La remissione del trattamento di fine mandato, effettuata a favore della società dall'amministratore, può rappresentare un’indiretta percezione dell'indennità solo nel caso in cui questa si traduca in un vantaggio economico per l’amministratore, a seguito di una controprestazione. In assenza di tale vantaggio, la remissione non comporta in capo all'amministratore il realizzo di alcun reddito imponibile, sia nel caso in cui l’amministratore sia socio, sia nel caso in cui non lo sia.

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Aziende insolventi: criticità giuslavoristiche nella riforma fallimentare

22 Marzo 2018 | di Riccardo Girotto

Fallimento

L’approvazione della legge delega di riforma della disciplina Fallimentare (l. n. 155/2017) offre l’occasione per riprendere alcuni aspetti critici per le aziende insolventi, incidenti nei rapporti di lavoro da sempre considerati parte rilevante, e non di rado attiva, delle procedure. Il presente contributo richiamerà i capi della delega di interesse giuslavoristico, provando a prevedere possibili soluzioni, o semplici suggestioni, utili quale possibile guida agli estensori dei testi applicativi della riforma.

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