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Focus su Contratti bancari nell'impresa

Il diritto di accesso alla documentazione bancaria

21 Novembre 2016 | di Fabio Fiorucci

Contratti bancari nell'impresa

La clientela bancaria ha diritto di ottenere ex art. 119, comma 4, del Testo unico bancario (D.Lgs. n. 385/1993), a proprie spese, entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Se già infruttuosamente esperita l'istanza suddetta, è possibile richiedere un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. Per acquisire la documentazione bancaria richiesta è proficuamente utilizzabile anche il procedimento monitorio (art. 633 c.p.c.).

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Articolo 50 T.U. bancario: norma di favore per gli istituti di credito

02 Febbraio 2016 | di Biagio Riccio

Contratti bancari nell'impresa

L’art. 50 T.U.B., consentendo alla Banca d'Italia e alle banche di chiedere il decreto d'ingiunzione previsto dall'art. 633 c.p.c. anche in base all'estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido, è una norma di favore per gli istituti di credito e presenta indubbi profili di incostituzionalità, che debitamente vanno censurarti.

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La ripartizione dell’onere probatorio nelle liti bancarie

05 Novembre 2015 | di Luigi Amendola

Contratti bancari nell'impresa

L’autore ripercorre alla luce della giurisprudenza formatasi sul tema, le principali questioni in ordine alla ripartizione dell’onere probatorio nelle vertenze processuali in materia bancaria. L’analisi condotta si concentra sui corollari processuali del decisum della recente Cassazione n. 9201 del 7 maggio 2015 la quale ha avuto il merito di aver chiarito le conseguenze del mancato assolvimento dell’onere probatorio nell’azione di accertamento negativo del credito ad istanza del correntista nonché le sue ricadute sul cosiddetto saldo zero. Il correntista oggi si pone in una posizione di “equilibrio processuale” con la banca giacché affermatasi la piena efficacia del generale principio della prova di cui all’art. 2697 c.c. ambedue hanno l’onere di provare i fatti costitutivi delle loro pretese anche quando hanno ad oggetto “fatto negativi”.

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