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Focus su Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Aggravamento del dissesto della società sovvenuta: onere probatorio e quantificazione del danno

19 Giugno 2017 | di Daniele Iorio

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nell’ambito di un’azione del fallimento ex art. 146 l.fall., quando il danno non può essere provato in modo puntuale e specifico – ad esempio perché le scritture contabili non sono state tenute o non sono state tenute in modo regolare - può farsi ricorso, ex art. 1226 c.c., a criteri equitativi nella quantificazione del danno. Il ricorso a tali criteri di liquidazione del danno, tuttavia, non solo deve essere giustificato da circostanze che non hanno permesso l’accertamento degli effetti dannosi delle condotte contestate, ma i criteri stessi devono essere allegati in modo preciso nella loro astratta dimensione metodologica, e soprattutto devono risultare “plausibili” cioè capaci di produrre un risultato che rappresenti in modo comunque attendibile gli effetti patrimoniali dannosi del comportamento illecito addebitato agli organi sociali.

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La valutazione dell’azione di responsabilità da parte del curatore

14 Novembre 2016 | di Matteo Rossi

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Il tema della responsabilità degli organi amministrativi e di controllo delle società fallite ha assunto negli ultimi anni una rilevanza via via crescente, e questo alla luce di fattori quali: la crisi finanziaria ed economica, nelle sue distinte ondate seguite rispettivamente al crack Lehman Brothers e all’esplosione del problema dei debiti degli stati sovrani, che ha portato a una crescita quasi esponenziale dei fallimenti societari; il correlato incremento dei casi di amministratori, liquidatori e sindaci chiamati a rispondere in sede civile (ma anche penale) di eventuali fatti di mala gestio ovvero di omesso controllo.

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Azione del curatore verso gli organi sociali alla luce del nuovo art. 118 l. fall.

16 Dicembre 2015 | di Raffaele De Ruvo

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nell’ambito delle azioni giudiziarie aventi ad oggetto i rapporti di diritto patrimoniale compresi nel fallimento, la cui legittimazione attiva è attribuita al curatore, si inquadrano le azioni ex art. 146 l. fall, ovvero l’azione di responsabilità contro gli organi sociali e quella contro i soci della società a responsabilità limitata chiamati in solido con gli amministratori, qualora abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi, secondo quanto sancito dall’art. 2476, comma 7, c.c. In tale contesto va analizzata la portata della novella dell’art. 118 l.fall. (come introdotta dalla l. n. 132/2015 che ha convertito il d.l. n. 83/2015), in forza della quale la chiusura della procedura fallimentare “non è impedita dalla pendenza di giudizi, rispetto ai quali il curatore può mantenere la legittimazione processuale anche nei successivi stati e gradi, ai sensi dell'art 43”.

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Le azioni di responsabilità nel concordato preventivo

01 Ottobre 2015 | di Stefano Lapponi

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

L’ordinamento giuridico tutela la posizione dei creditori di una società di capitali con una serie di strumenti atti a difendere i medesimi da azioni di mala gestio compiute dai soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione dell'attività di impresa. Nel novero di tali strumenti assumono rilevanza le azioni di responsabilità che i creditori sociali possono esercitare al fine di ottenere un risarcimento per eventuali lesioni all’integrità del patrimonio sociale causate dai soggetti coinvolti nella gestione dell’attività dell’impresa.

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Danno azionabile contro amministratori e sindaci: il criterio del “patrimonio netto fallimentare”

10 Settembre 2015 | di Gabriella Covino, Antonio Auricchio, Luca Jeantet

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

La questione della quantificazione del danno imputabile ad un amministratore o ad un sindaco nell’azione di responsabilità promossa da una curatela fallimentare rappresenta da sempre un tema controverso, non potendosi fare applicazione del c.d. criterio del patrimonio netto fallimentare per il solo fatto che manchino le scritture contabili. Questa mancanza, se pur addebitabile agli organi sociali, non giustifica da sé sola l’individuazione e la liquidazione del danno da risarcire in misura corrispondente alla differenza tra il passivo e l’attivo accertati in ambito fallimentare, potendo tale criterio essere utilizzato solo ai fini della liquidazione equitativa del danno, ove ne ricorrano le condizioni.

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