Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

L’uso del patronimico nell’insegna e il rischio di confusione

27 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Trani

Insegna

In presenza di due società aventi un identico patronimico, sia pur posposto rispetto al cuore della ditta, un identico oggetto ed una medesima sede, anche il cliente più avveduto può essere tratto in inganno, specialmente nella determinante fase iniziale dell'avvicinamento all'impresa

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Nullità della delibera di approvazione del bilancio e compenso degli amministratori

26 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Roma

Bilancio d'esercizio

Le disposizioni codicistiche sulla redazione del bilancio hanno natura imperativa, conseguentemente la delibera con la quale venga approvato il bilancio in modo difforme rispetto ai principi normativi deve ritenersi nulla per illiceità dell’oggetto ex art. 2379 c.c.

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Nessuna incompatibilità tra scissione societaria e concordato preventivo

24 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Ravenna

Scissione: progetto

Non vi è incompatibilità fra procedura concorsuale concordataria e prospettata operazione straordinaria di scissione societaria parziale post omologazione. Tale piano, prevedendo la prosecuzione dell’attività caratteristica come diretta sino alla omologazione e, successivamente, al verificarsi della ipotizzata scissione parziale, in capo alla società scissa, rientra pienamente nell’ambito di applicazione dell’art. 186-bis l. fall.

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Diritto di recesso dalla società consortile e liquidazione della quota

20 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Milano

Consorzi e società consortili

Le società consortili sono disciplinate dalle norme societarie che qualificano il tipo sociale prescelto, salvi eventuali temperamenti ai sensi dell’art. 2615-ter, comma 2, c.c. dipendenti dallo scopo consortile e apportati della disciplina statutaria.

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La giusta causa della revoca dell'amministratore

18 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Palermo

Azione sociale di responsabilità

Ove manchi un’indicazione delle ragioni su cui si fonda la decisione di autorizzare l’azione di responsabilità che determina la revoca dell’amministratore, si ritiene insussistente la giusta causa.

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Azione contro gli amministratori della società in house: decide il giudice contabile

16 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Nocera Inferiore

Società in house

In caso di responsabilità degli amministratori di una società in house per mala gestio, l’azione intentata del Comune, quale socio unico, per ottenere il risarcimento del danno deve essere inquadrata nell’ambito del diritto di ogni socio a vedere ristorato il proprio patrimonio che, in tal caso, ha indubbiamente natura pubblica.

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ATI ed esecuzione dei lavori da parte di una società consortile

13 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Roma

Consorzi e società consortili

L’art. 96 d.p.r. n. 554/1999 consente all’associazione temporanea di imprese di costituire una società consortile strumentale e da sé distinta a cui affidare l’esecuzione materiale delle obbligazioni assunte nei confronti del committente.

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Amministrazione dei beni sociali durante la procedura concordataria

09 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Vicenza

Concordato preventivo

Ai limitati fini concordatari, ai sensi dell’art. 167 l. fall. sono da considerarsi atti di straordinaria amministrazione tutti quelli che possono avere una concreta incidenza sugli interessi della massa dei creditori e, quindi, sull’attivo o sul passivo concordatario.

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La P.A. non può assumere partecipazioni in società di capitali senza atto scritto

05 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Roma

Società partecipate

La regola della necessaria forma scritta, a pena di nullità, dei contratti nei quali sia parte una P.A. è applicabile anche all’assunzione, da parte dello Stato, di partecipazioni in società di capitali.

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Quando la cessione d’azienda integra un abuso del diritto

02 Novembre 2015 | di La Redazione

Tribunale di Reggio Emilia

Cessione d'azienda

La cessione dell’intera azienda ad una società neo costituita con compagine sociale pressoché identica a quella della cedente, in liquidazione, in pendenza di un giudizio civile a carico della cedente per il pagamento di una somma di denaro a favore di un terzo soggetto, appare oggettivamente e sostanzialmente volta a rendere inesigibile il credito, configurando un’ipotesi di abuso del diritto.

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