Bussola

Società e comunione

Sommario

Inquadramento | Comunione d’impresa | Criteri di distinzione | Comunione e trasformazione | Azienda e comunione: utilizzo | Riferimenti |

 

La comunione di godimento non è riconducibile al fenomeno della società; difatti le due fattispecie differiscono, sul piano funzionale e teleologico, in ciò che nella prima il bene comune forma oggetto del godimento e tale godimento rappresenta il fine della comunione, mentre nella seconda il godimento è solo il mezzo per l'esercizio di un'attività di impresa. Sul piano formale e strutturale, tale differenza si traduce nella connotazione della società come contratto, mentre la comunione si esaurisce in una situazione giuridica di contitolarità. È possibile l'evoluzione da società a comunione e viceversa, ma non è mai concepibile una comunione d'impresa che non sia anche società. La comunione vuole la mera comproprietà, statica, del bene senza che l’attività sullo stesso possa tradursi in attività di tipo economico, lasciando, tuttavia, ai comproprietari il diritto di percepire i frutti naturali e/o civile dal godimento del bene. La società vuole, all’opposto, la presenza di una attività di natura economico-imprenditoriale sul bene o sui beni che vanno a formare la dotazione dell’ente, giacché i c.d. soci non percepiscono i frutti ma vanno a ottenere gli utili che dall’attività economico possono derivare.

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