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Ostacolo all'esercizio di funzioni di vigilanza

Sommario

Inquadramento | Bene giuridico e soggetti attivi | L’elemento oggettivo: a) La condotta di false comunicazioni all’attività di vigilanza | (Segue) b) La condotta di ostacolo alle funzioni di vigilanza | L’elemento soggettivo | Forme di manifestazione del reato e trattamento sanzionatorio | I rapporti fra il delitto di cui all’art. 2638 c.c. ed il nuovo delitto di ostacolo alle funzioni di vigilanza della CONSOB introdotto con l’art. 170-bis T.U.F. | Riferimenti |

 

Il reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza è disciplinato è punito dall’art. 2638 c.c. che punisce gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società o enti e gli altri soggetti sottoposti per legge alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali a)      nelle comunicazioni alle predette autorità previste in base alla legge, al fine di ostacolare l'esercizio delle funzioni di vigilanza, espongono fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei sottoposti alla vigilanza ovvero, allo stesso fine, occultano con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima, sono puniti con la reclusione da uno a quattro anni, b)      in qualsiasi forma, anche omettendo le comunicazioni dovute alle predette autorità, consapevolmente ne ostacolano le funzioni. Tale disposizione del Codice civile riunisce in un’unica fattispecie previsioni sanzionatorie raccolte in precedenza in tre diversi testi normativi e cioè 1) l’art. 174 del d.lgs. n. 58/1998 (T.U.F.), in tem...

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