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Sì al sequestro sui beni conferiti in un trust familiare simulato

È legittimo il sequestro conservativo di beni conferiti in un trust dall’imputato, se all’esito di un indagine sulla causa concreta dell’operazione, risulti che il settlor continui ad amministrare di fatto gli stessi, conservandone la piena disponibilità.

In questo senso si è pronunciata la Cassazione Penale, con la sentenza n. 8041.

Il caso. Nell’ambito di un procedimento penale di bancarotta preferenziale, il GUP disponeva il sequestro conservativo sugli immobili che l’imputato aveva conferito in un trust familiare con la moglie, a titolo gratuito. Dopo che il Tribunale rigettava il ricorso per riesame, l’imputato proponeva ricorso per cassazione.

I beni conferiti in trust e i diritti dei creditori. La S.C. ha occasione di ribadire alcuni principi in tema di trust: in primo luogo, si afferma che caratteristica fondamentale dell’istituto in esame è il trasferimento ad un soggetto terzo, il trustee, per effetto del quale la posizione segregata diviene indifferente alle vicende attinenti sia al soggetto disponente (settlor) che al trasferitario (trustee). Di conseguenza, in linea generale, in creditori del settlor non possono soddisfarsi sui beni conferiti in trust, perché questi sono nella proprietà del trustee; i creditori del trustee a loro volta non possono soddisfarsi, perché i beni sono oggetto di segregazione, e che i creditori dei beneficiari possono soddisfarsi solo sulle attribuzioni che in pendenza del trust sono loro effettuate.

La causa concreta del trust e le norme imperative. Tuttavia, precisa la Cassazione, il trust può essere costituito a fini meramente simulatori: esso è nullo qualora la perdita del controllo dei beni da parte del disponente sia solo apparente. In altri termini, l’istituto può diventare uno strumento utilizzato al fine di eludere norme imperative. Per evitare ciò, occorre esaminare, al fine di valutarne la liceità, le circostanze del caso di specie, da cui desumere la causa concreta dell’operazione.

Gli elementi che occorre analizzare sono, in particolare: la struttura giuridica, gli effetti giuridici e le conseguenze pratiche e fattuali.

Nel caso di specie, è emerso che il trust, costituito dall’imputato a favore della moglie, a titolo gratuito, costituisse uno strumento elusivo.

Peraltro, ricorda la S.C., l’atto gratuito a favore di congiunti, tanto più se effettuato in tempi sospetti, “è considerato l’elemento indiziario più significativo e di per sé sufficiente a fare ritenere la simulazione dell’atto”.

La Cassazione conferma, dunque, la legittimità del sequestro conservativo disposto sui beni in trust.

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