News

La valutazione della crisi d’impresa secondo il CNDCEC

Fronteggiare l’opacità nella definizione di “crisi d’impresa” e la carenza di conoscenze da parte dei soggetti che non hanno dimestichezza con la gestione dinamica aziendale, sia sotto il profilo della governance di aziende in bonis che possano presentare tensione finanziaria, sia sotto il profilo dei dati informativi finanziari e di bilancio che permettono una rilevazione dei vari stadi di crisi che possono caratterizzare la vita, anche ordinaria, delle imprese.

 

Sono questi gli obiettivi che si prefigge il Documento “Informativa e valutazione nella crisi d’impresa” pubblicato il 30 ottobre dal CNDCEC per fornire un’indicazione precisa degli elementi economico-aziendali qualificanti l’informativa e la valutazione della crisi d’impresa al fine di aiutare gli operatori a trarre le conoscenze sul reale rischio di default delle imprese con cui hanno rapporti.
“Abbiamo ritenuto necessario predisporre questo documento – afferma il Presidente Longobardi - in considerazione della crescente attenzione dimostrata negli ultimi anni dal Legislatore per la disciplina delle procedure concorsuali, tanto da istituire una Commissione ministeriale di esperti per la riforma organica della materia e tanto da intervenire con continue modifiche sulla legge fallimentare” (cd. Commissione Rodorf, ndr).

 

Il Documento si divide in due parti: la prima si occupa di inquadrare il concetto di crisi d’impresa sotto il profilo giuridico quale prodromico framework per la definizione dello stesso concetto sotto il profilo aziendalistico che viene, invece, esaminato nella seconda parte. Più specificatamente, nella seconda metà del Documento, sono individuati gli elementi qualitativi e informativi della rilevazione degli stadi (crisi e insolvenza) per valutare se un’impresa si trovi effettivamente in condizione di dissesto (o potenziale dissesto) o, viceversa, in una condizione di crisi reversibile, dunque, superabile.

Leggi dopo