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Per il trasferimento di titoli azionari e quote basta il consenso

Il trasferimento dei titoli azionari e delle quote societarie è retto dal principio consensualistico: gli oneri formali richiesti dall’art. 2022, comma 1, c.c. (il c.d. transfert) attengono alla fase esecutiva certificata e pubblicitaria del trasferimento.

È questo il principio ribadito dalla Cassazione, con la sentenza n. 2041 depositata il 26 gennaio.

Il caso. Con una scrittura privata cinque fratelli convenivano il trasferimento di azioni e quote di partecipazione in una società ad un altro fratello, il quale contestualmente si assumeva una serie di obblighi. Gli alienanti convenivano in giudizio l’acquirente, per far valere il suo inadempimento rispetto agli obblighi nascenti dalla scrittura, ma in primo e secondo grado la domanda veniva rigettata.

La circolazione dei titoli di credito. La sentenza di merito ha rigettato la lamentata eccezione di inadempimento contrattuale in quanto non sarebbe mai avvenuto il trasferimento: secondo i giudici di merito per la circolazione dei titoli azionari valgono le regole prescritte per i titoli di credito, di modo che il trasferimento si attuerebbe con la consegna del titolo e lo stesso, per avere piena efficacia, richiede la duplice formalità dell’annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e sul libro soci.

Il trasferimento si perfeziona con il consenso. La S.C. accoglie i motivi di ricorso formulati dagli alienanti e ribadisce che non può condividersi l’assunto del giudice di merito per cui il trasferimento dei titoli azionari potrebbe avvenire solo con la consegna dei medesimi. Al contrario, anche per il trasferimento della titolarità delle azioni, nonché delle quote di s.r.l., è sufficiente il consenso delle parti, in base al principio generale sancito dall’art. 1376 c.c.

Come già affermato in una precedente sentenza di legittimità (Cass. Civ., n. 17088/2008), l’adempimento delle formalità di cui all’art. 2022, comma 1, c.c.(la girata dei titoli venduti e con le prescritte annotazioni nel libro soci: il c.d. transfert) non costituisce condizione di perfezionamento dell’acquisto o di produzione dell’effetto reale traslativo della proprietà del tutolo (per cui basta, appunto, il consenso delle parti), ma attiene alla fase esecutiva, certificativa e pubblicitaria del trasferimento, incidendo slotanto sulla legittimazione del nuovo socio. 

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