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Il Ministero del Lavoro su direzione, coordinamento e controllo degli enti del terzo settore

11 Marzo 2020 |

Ministero del Lavoro

Enti del Terzo settore

Il Ministero del Lavoro, con nota n. 2243 del 4 marzo 2020, fornisce importanti linee guida da utilizzare in sede di verifica dei requisiti soggettivi degli enti che dovranno iscriversi al Registro unico.

In particolare, il d.lgs. n. 117/2017 ha individuato una serie di soggetti esclusi dal terzo settore, quali le amministrazioni pubbliche, le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza delle categorie economiche e le associazioni di datori di lavoro, nonché gli enti sottoposti a direzione e coordinamento o da questi controllati.
Tuttavia, proprio sulla nozione di direzione, coordinamento e controllo il Codice non fornisce un’espressa definizione ma solo una chiave interpretativa di tali concetti, per effetto della previsione contenuta nell’art. 3, il quale nel prevedere il sistema delle fonti del diritto applicabili agli ETS, al comma 2 sancisce l’applicabilità delle norme del codice civile e, in particolare, dell’art. 2359 c.c., che distingue il controllo di diritto, in presenza di una partecipazione maggioritaria al capitale sociale, dal controllo di fatto, in presenza di voti sufficienti a esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria o di vincoli contrattuali in tal senso idonei.
Nell’ambito del terzo settore, il primo caso si ha quando l’atto costitutivo o lo statuto riservano a uno o più soggetti esclusi la maggioranza dei voti in assemblea o nell’organo amministrativo e ciò in quanto, negli enti del terzo settore non si verifica una partecipazione al capitale. Il secondo caso, invece, può derivare da situazioni che l’atto costitutivo e lo statuto non contemplano, pertanto,occorre un accertamento caso per caso, anche con l’analisi di documenti interni all’ente.
Infine, i concetti di direzione e coordinamento, in applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 2497 e ss.c.c., devono intendersi come gestione o direzione unitaria dell’ente che, nell’ambito del terzo settore, deve essere verificata in concreto, valutando la presenza di elementi idonei a indicare la gestione da parte di un soggetto escluso. La nota del Ministero riporta l’esempio dell’art. 2497-sexiesc.c. che presume la direzione e il coordinamento in presenza di enti tenuti al consolidamento dei bilanci o che comunque esercitano il controllo in base all’art. 2359 c.c.. Un’ipotesi di direzione e coordinamento espressamente tipizzata esiste con riferimento alle imprese sociali, nei casi in cui un soggetto, per previsioni statutarie o altre ragioni, abbia la facoltà di nominare la maggioranza dei componenti dell’organo di amministrazione.

 

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