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Il Governo licenzia il decreto Ristori ter: stanziati 1,95 miliardi per le attività colpite dalle misure anti-COVID

24 Novembre 2020 |

D.L. 23 novembre 2020

Società di capitali

Durante la riunione n. 78 dello scorso 20 novembre 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che introduce misure finanziare urgenti connesse all’emergenze epidemiologica da COVID-19, c.d. decreto Ristori ter: il decreto legge 23 novembre 2020, n. 154 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 ed è in vigore da oggi, 24 novembre.

 

Di seguito le principali novità contenute nel decreto:
- stanziamento di 1,95 miliardi di euro per l’anno 2020, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle misure disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegata;
- incremento di 1,45 miliardi di euro per il 2020 della dotazione del fondo previsto dal decreto Ristori bis (d.l. n. 149/2020) per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta;
- inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature tra quelle che, nelle zone rosse, sono destinatarie del contributo a fondo perduto;
- istituzione di un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro per i Comuni, ai fini dell’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare;
- aumento di 100 milioni di euro per il 2020 della dotazione finanziaria del Fondo per le emergenze nazionali, allo scopo di provvedere all’acquisto e alla distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da COVID-19.

 

Sempre durante la medesima riunione, il Governo ha anche approvato la Relazione al Parlamento sugli obiettivi di finanza pubblica, redatta ai sensi dell’art. 6 l. n. 243/2012, da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’obiettivo di medio termine (OMT).
In particolare, si richiede, per l’anno 2020, l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento di 8 miliardi di euro in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e di fabbisogno e di 5 miliardi di euro per il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, in termini di competenza e in termini di cassa.

 

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