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Il Codice di autodisciplina delle società quotate promuove la diversità nella composizione degli organi sociali

Il Comitato per la Corporate Governance (organo costituito nel 2011 da Associazioni di impresa, quali ABI, Ania, Assonime e Confindustria, da investitori professionali  e da Borsa Italiana s.p.a.), ha approvato, lo scorso 16 luglio, alcune modifiche al Codice di autodisciplina per le società quotate, finalizzate alla promozione della diversità nella composizione degli organi sociali.

Il Codice di autodisciplina costituisce un testo di riferimento, su base volontaria, per le società quotate: si compone di 10 articoli, ciascuno dei quali suddiviso in principi, criteri applicativi e commento: i criteri applicativi indicano i comportamenti raccomandati in quanto tipicamente necessari per realizzare gli obiettivi indicati nei principi.

La board diversity costituisce un obiettivo di portata generale, dal momento che un’adeguata composizione del consiglio di amministrazione costituisce un presupposto fondamentale per una efficace gestione dell’impresa. Il Codice invita, quindi, ad adottare i criteri di diversità di genere, richiamati dai principi 2.P.4 e 8.P.2, relativi rispettivamente alla composizione del c.d.a. e del collegio sindacale. Il criterio applicativo 2.C.3, in particolare, suggerisce che almeno un terzo del c.d.a. sia costituito da amministratori del genere meno rappresentato.

 

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