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Design industriale come opera d’arte: royalties senza doppia imposizione

23 Novembre 2017 |

Agenzia delle Entrate

Disegni e modelli

I prodotti iconici di design industriale possono essere considerati opere d’arte, se dotati di carattere creativo e di valore artistico. In questo caso, i canoni pagati dal licenziatario per lo sfruttamento del diritto d’autore di tali opere rientrano nell’ambito applicativo dell’art. 12, par. 3, della Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Francia.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione n. 143/E pubblicata il 22 novembre.

L’interpello. Una società produttrice di opere di design industriale, nel settore dell’arredamento residenziale di alta gamma, commercializza anche riproduzioni, su scala industriale, di opere derivate dal design originale di famosi architetti del XX secolo, concessi in licenza esclusiva dagli eredi degli artisti o dalle relative fondazioni, pagando a tal fine le royalties per lo sfruttamento del diritto d’autore. Con istanza di interpello, la società chiede all’Agenzia delle Entrate il corretto trattamento fiscale delle royalties: se, cioè, esse possano rientrare nell’ambito applicativo dell’art. 12, par 3, della Convenzione contro le doppie imposizioni, stipulata tra Italia e Francia nel 1989 e ratificata nel 1992.

La disciplina convenzionale contro la doppia imposizione. La previsione convenzionale di cui si tratta prevede l’esenzione totale, nello Stato della fonte, e la tassazione esclusiva nello Stato di residenza del beneficiario effettivo, in caso di royalties corrisposte a fronte della concessione del diritto d’autore su opere d’arte.

Design industriale artistico e creativo. L’Agenzia delle Entrate chiarisce in presenza di quali requisiti un prodotto di design industriale possa ritenersi opera d’arte.

Ebbene, la risoluzione ricorda come nel quadro normativo attuale la protezione del diritto d’autore sia riconosciuta anche alle opere del disegno industriale, che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico. In presenza di questi due requisiti, come specificati da plurime pronunce della Cassazione, risulta applicabile l’art. 12, paragrafo 3, della citata Convenzione, e i diritti d’autore possono essere soggetti ad un’unica imposizione. Quanto al secondo requisito, in particolare, il valore artistico costituisce elemento che, unitamente al carattere creativo, conferisce al prodotto un valore diverso ed aggiuntivo rispetto a quello della sua mera funzionalità (Cass., n. 23292/2015); tale requisito può essere riconosciuto anche fuori dall’ambito dell’arte figurativa in senso stretto, e non può essere escluso dalla riproducibilità in serie, che avvenga con processi industriali (Cass., n. 7477/2017).

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