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Cndcec: rilevanza e materialità nella disclosure non finanziaria

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito istituzionale, in data 8 marzo, un nuovo Documento sulla “Rilevanza (e materialità) nella disclosure non finanziaria, dedicato appunto alle definizioni e alle criticità, anche ai fini della compliance, delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 254/2016 sui rendiconti non finanziari.

Il D.Lgs. n. 254/2016, pubblicato in G.U. il 10 gennaio 2017, ha recepito in Italia la Direttiva 2014/95/UE, introducendo l’obbligo  di redigere dichiarazioni di carattere non finanziario, e informazioni sulla diversità nella composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo di imprese e gruppi di grandi dimensioni (si veda, sul punto, la news  in questo portale nonché, da ultimo, l’approfondimento di Sottoriva, La relazione sulle informazioni non contabili (non finanziarie) delle società quotate, ivi).

La dichiarazione di carattere non finanziario, sia individuale che consolidata, deve essere redatta sulla base di uno standard di rendicontazione nazionale o internazionale riconosciuto: a tal fine, l’art. 3, comma 3, del decreto prevede che tali standard sono costituiti dagli “standard e le linee guida emanati da autorevoli organismi sovranazionali, internazionali o nazionali, di natura pubblica o privata, funzionali, in tutto o in parte, ad adempiere agli obblighi di informativa non finanziaria previsti dal presente decreto legislativo e dalla direttiva 2014/95/UE”.

Il documento del Cndcec intende mettere in luce le definizioni, i confini e l’ambito applicativo dei concetti/principi di rilevanza e materialialità, rispetto ai quali possono emergere alcuni problemi di ambiguità, con riguarda sia al modo in cui sono sviluppatio nei documenti degli operatori di settore, sia alle interpretazioni fornite nei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto.

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