Focus

Esercizio del diritto di voto nella partecipazione di s.r.l. pignorata

Sommario

Il quadro normativo: la lacuna e il rinvio alle s.p.a. | L’esercizio del diritto di voto in caso di mancata nomina del custode. La soluzione del Tribunale di Milano: il voto al debitore | Ipotesi alternative: il voto al creditore procedente | I rimedi per il voto abusivamente esercitato: tutela risarcitoria o reale | Conclusioni | Riferimenti bibliografici |

 

Nelle s.r.l. non è disciplinato il voto della quota di s.r.l. pignorata qualora non sia ancora stato nominato il custode. L’art. 2352 c.c., in tema di s.p.a., richiamato dall’art. 2471-bis c.c., attribuisce il voto al custode in caso di sequestro ma nulla dispone in caso di pignoramento. Nel caso non infrequente che il custode non venga o non sia ancora stato nominato, sarebbe legittimato al voto il debitore, come previsto dall’art. 559 c.p.c. in tema di espropriazione immobiliare. Simile soluzione, adottata dal Tribunale di Milano, potrebbe non essere efficiente in caso di conflitto tra soci, poiché esporrebbe il voto a finalità distorsive incompatibili con il perseguimento degli interessi sociali nell’assemblea. Per ricondurre il voto alla sua funzione è forse quindi ipotizzabile attribuirlo al creditore procedente, applicando analogicamente le disposizioni sul pegno e fissandone i limiti applicando i principi in tema di abuso della maggioranza.

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