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Direttiva PIF: commento agli artt. 2 e 5 del Decreto di attuazione

Sommario

Premessa | Art. 2: modifiche al d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 | Art. 5: modifiche al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 |

 

L'art. 2 del d.lgs. 14 luglio 2020, n. 75, in attuazione della Direttiva (UE) 2017/1371 (c.d. Direttiva PIF), relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale, dispone che in tema di reati fiscali che presentino l'elemento della transnazionalità, laddove l'imposta IVA evasa non sia inferiore a 10 milioni di euro, sia prevista la punibilità anche per le ipotesi di delitto tentato e non solo consumato. L'art. 5 amplia il catalogo dei reati tributari per i quali è considerata responsabile anche la società (ai sensi del D.lgs. n. 231/2001), includendovi, ora, i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione di natura transnazionale e di particolare gravità.

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