Focus

Aggravamento del dissesto della società sovvenuta: onere probatorio e quantificazione del danno

Sommario

Azione di responsabilità proposta dal curatore fallimentare e quantificazione del danno | La vicenda processuale | La quantificazione del danno: orientamenti a confronto | L’onere probatorio nell’azione di responsabilità e la mancanza di scritture contabili | Conclusioni |

 

Nell’ambito di un’azione del fallimento ex art. 146 l.fall., quando il danno non può essere provato in modo puntuale e specifico – ad esempio perché le scritture contabili non sono state tenute o non sono state tenute in modo regolare - può farsi ricorso, ex art. 1226 c.c., a criteri equitativi nella quantificazione del danno. Il ricorso a tali criteri di liquidazione del danno, tuttavia, non solo deve essere giustificato da circostanze che non hanno permesso l’accertamento degli effetti dannosi delle condotte contestate, ma i criteri stessi devono essere allegati in modo preciso nella loro astratta dimensione metodologica, e soprattutto devono risultare “plausibili” cioè capaci di produrre un risultato che rappresenti in modo comunque attendibile gli effetti patrimoniali dannosi del comportamento illecito addebitato agli organi sociali.

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