Autorità e Prassi

L’Antitrust presenta la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2017: cresce il rating di legalità

Il 12 luglio 2018 Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha presentato nella Sala Koch di Palazzo Madama la Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta dall’Antitrust nel 2017, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Senato Elisabetta Casellati.

La Relazione, pubblicata sul sito dell’AGCM, ha riguardato anche il rating di legalità, istituto in vigore da più di un quinquennio.

Nella sua Presentazione il Presidente dell’Antitrust ha evidenziato che lo strumento del rating di legalità riecheggia la teoria funzionalistica di Norberto Bobbio, laddove il diritto ha non solo una funzione coercitiva (cfr. la teoria pura del diritto di Hans Kelsen) ma anche promozionale “di atti socialmente desiderabili attraverso la previsione di incentivi”.       

Dalla lettura dei dati statistici sul rating contenuti nella Relazione emerge che dalla sua entrata in vigore sono state esaminate più di 6.500 domande.

Nel 2017 sono stati chiusi più di 3.000 procedimenti, con un incremento di oltre il 60% rispetto all’anno precedente (1.900), al netto delle domande dichiarate improcedibili.

Nello stesso anno i casi di diniego del rating sono stati 120, cui si aggiungono 10 casi di revoca del rating attribuito in precedenza, essendo emerse cause ostative al suo mantenimento; tale dato risulta sostanzialmente in linea con il totale di dinieghi/revoche/annullamenti intervenuti in questi anni, che ammonta al 5% circa dei casi decisi.

Oltre il 60% delle istanze si riferisce a imprese con un fatturato compreso tra i due e i quindici milioni di euro; inoltre, la maggioranza delle domande proviene da società a responsabilità limitata (64%), seguite dalle società per azioni (21%) e dalle cooperative (7%).

Infine, uno sguardo alla distribuzione geografica delle imprese richiedenti il rating: la metà delle stesse ha la sede legale nel Nord Italia, il 18% nel Centro Italia, il 32% nel Sud Italia e nelle Isole; oltre il 55% delle istanze riguarda imprese con sede legale in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Puglia. 

 

 

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