Autorità e Prassi

Il valore penale delle false valutazioni in bilancio

Nel Caso n. 1 del 2016, pubblicato sul sito il 19 febbraio, Assonime si concentra sulle problematiche relative al nuovo falso in bilancio.

A pochi mesi dalla sua entrata in vigore, la riforma delle false comunicazioni sociali attuata con la Legge 27 maggio 2015, n. 69 ha già sollevato gravi problemi interpretativi sull’aspetto più rilevante della disciplina: cosa residui oggi del falso in bilancio dopo la modifica degli articoli 2621 e 2622 del codice civile.

Dal nuovo testo dell’articolo 2621 c.c. è stato infatti eliminato il riferimento alle valutazioni come condotta rilevante ai fini della commissione del reato di false comunicazioni sociali. Ciò ha indotto a chiedersi se oggi assumano ancora rilievo i fatti derivati da procedimento valutativo, di cui si dia conto in bilancio.

La Cassazione ha cercato di rispondere alla domanda con due sentenze molto articolate, che hanno condotto a soluzioni opposte. La prima decisione (Cassazione pen., 16 giugno 2015, n. 33774) afferma che, alla luce della nuova formulazione del reato, non hanno più rilevanza penale gli enunciati valutativi falsi; la seconda decisione (Cass. pen., sez. V, 12 gennaio 2016, n. 890) ritiene invece che le valutazioni possano ancora integrare il reato di false comunicazioni sociali. Si registra dunque un contrasto giurisprudenziale che richiederà l’intervento delle Sezioni Unite della Cassazione.

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